29 dicembre 2025

Chiuso l’Anno Santo nelle diocesi. Il vescovo: “Siamo stati inondati di una nuova luce”

Il cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como.

(C.Bott.) Come indicato nella bolla di indizione Spes non confundit, la chiusura dell’Anno Santo nelle diocesi è avvenuta domenica 28 dicembre, mentre come noto il Giubileo ordinario terminerà con la chiusura della porta Santa in San Pietro, in Vaticano, il prossimo 6 gennaio. Nella ricorrenza liturgica della Santa famiglia, ieri pomeriggio in Cattedrale a Como il cardinale Oscar Cantoni ha presieduto la messa appunto a conclusione del Giubileo della speranza.

“Il Giubileo del 2025 che oggi concludiamo - ha premesso il vescovo all’omelìa - era iniziato con questo augurio dell’amato papa Francesco: “La speranza ricolmi il vostro cuore”. Siamo stati inondati di nuova luce perché ci è stato offerto un tempo di incontro vivo, personale e comunitario con Gesù, porta di salvezza, che ci ha permesso di metterci a nostra volta nelle condizioni di poter rianimare la speranza”.

“In verità ci troviamo, a causa delle sessanta guerre presenti nel mondo, per lo più ignorate, dei disastri naturali, del prevalere della povertà, della violenza e di tante ingiustizie e delle prepotenze dei potenti - ha aggiunto - in un momento storico in cui l’umanità sembra rassegnata al male, con una forte tentazione alla disperazione. Il buio sembra talmente grande che c’è chi vive scoraggiato e deluso. Non pochi tra i nostri contemporanei hanno rinunciato a lottare per cambiare il mondo e la storia. Vedendo che i problemi non si risolvono, molti si sono rifugiati nell’individualismo, favorendo una conseguente anemia della speranza”.

Se però nelle nostre società si avverte quasi un tramonto della speranza, a giudizio del prelato “come cristiani abbiamo il preciso mandato di accogliere questa grande sfida: irradiare la luce della speranza, frutto dell’esperienza viva dell’amore di Dio, che suscita nel cuore la speranza certa della salvezza in Cristo Gesù, morto e risorto”.

“La forza che scaturisce dalla croce e dalla risurrezione di Cristo - ha aggiunto il vescovo - ci incoraggia ad affrontare difficoltà e prove, perché il male è già stato sopraffatto dalla vittoria della croce”. Quindi il riferimento all’anno giubilare e alle occasioni che si sono presentate “per una sincera conversione, mediante la possibilità di fare una viva esperienza dell’amore di Dio, che suscita nel cuore la speranza certa della salvezza in Cristo”. 

“Molte parrocchie - ha ricordato il cardinale Cantoni - hanno organizzato pellegrinaggi alle Chiese giubilari nella nostra diocesi: qui in Cattedrale, nel santuario della Santissima Trinità misericordia di Maccio, ai santuari mariani di Caravate e di Tirano. Molti hanno preso parte a varie celebrazioni a Roma attraverso diversi appuntamenti, il più significativo dei quali è stato il nostro pellegrinaggio giubilare diocesano, a cui hanno preso parte ben 1.300 persone. Questo esercizio penitenziale, proposto a più livelli, ha comportato per i cristiani che hanno vissuto l’indulgenza giubilare una nuova assunzione di responsabilità. E molte persone, a seguito della partecipazione ai vari pellegrinaggi, hanno assunto l’impegno di trasmettere gioia, entusiasmo e soprattutto hanno espresso il desiderio sincero di “seminare speranza” nei vari ambienti di vita”.

Infine una sollecitazione: “Al termine di questo Anno Santo, per continuare sulla scia di questo tempo privilegiato vorrei che ci aiutassimo a fare nostre le consegne che papa Leone ha lasciato nel suo incontro con i vescovi italiani il 17 giugno scorso. Egli ha incoraggiato ogni comunità a diventare “una casa della pace”, dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono”.

Nessun commento:

Posta un commento