“Torno a Bellano per il concerto del 2 gennaio e sul Lario con altre due tappe perché sento che la musica deve appartenere anche alla comunità che mi ha formato”
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| Il maestro Roberto Gianola, bellanese. |
Racconta la sua stagione 2025, anticipa il 2026 e svela gli attesi concerti di Capodanno nella sua terra lariana. Lui è il maestro Roberto Gianola.
“Il 2025 è stato un anno ricco di soddisfazioni - premette - Ho debuttato nell’Otello di Verdi all’Opera di Maribor, un’esperienza importante accolta con grande calore. Subito dopo, a Lubiana, ho diretto una nuova produzione del Trovatore. Non sono mancati i viaggi: ho avuto il piacere di dirigere in Spagna e sono tornato anche in Bulgaria, a Skopje in Macedonia e in Austria. A Izmir, il mio teatro di riferimento, ho affrontato progetti diversi tra loro, dai concerti lirici fino al recentissimo debutto in Attila. L’Otello ha poi proseguito il suo cammino con gli inviti al Teatro nazionale croato di Zagabria e al prestigioso Festival di Lubiana. E non posso non citare uno dei momenti più emozionanti dell’anno: la Tosca diretta a Seoul, esperienza che mi resterà nel cuore”.
E il 2026? “Nel 2026 debutterò al Teatro Bellini di Catania con La vedova allegra - risponde il musicista bellanese - Tornerò poi a Izmir per dirigere Tosca sia nella stagione lirica sia al suggestivo Festival di Efeso, uno degli scenari archeologici più affascinanti del Mediterraneo. È previsto il mio ritorno a Istanbul dopo più di due anni, poi un appuntamento importante: la direzione della Cavalleria rusticana e dei Pagliacci all’Opera di Hong Kong. Non mancheranno i concerti sinfonici in Italia, tra Bari e Taranto, e concluderò l’anno alla stagione lirica di Lecce”.
Questo intanto è tempo di festività. E di concerti. “Nonostante i numerosi impegni internazionali non ho mai rinunciato al legame con il mio territorio - afferma Gianola - e i concerti di Capodanno sono un appuntamento fisso che custodisco con affetto. Quest’anno saranno tre e tutti e tre avranno la loro identità, ma è inevitabile che uno abbia un valore particolare: il concerto del 2 gennaio a Bellano, la mia Bellano”.
“È un ritorno che vivo sempre con emozione - aggiunge - un pubblico che conosco bene, un luogo che porto dentro e dove la musica assume un sapore diverso, più intimo ma non meno coinvolgente. In queste occasioni mi piace mostrarmi anche in una veste meno “accademica”. Sono serate in cui si crea una vicinanza diretta con il pubblico, in un clima festoso ma sempre elegante”.
Le altre due tappe saranno oggi, 30 dicembre, a Palazzo Gallio di Gravedona e il 3 gennaio a Valmadrera. Ma cosa rappresentano per il musicista bellanese questi concerti… di casa? “Rappresentano il mio modo di restituire qualcosa a un territorio che mi ha sempre sostenuto - risponde Gianola - Ogni fine anno, nonostante i ritmi serrati della professione, torno qui perché sento che la musica deve appartenere anche alla comunità che mi ha formato. E vedere il pubblico vivere queste serate con entusiasmo e partecipazione è uno dei doni più belli del mio lavoro”.
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