(C.Bott.) Il suo primo grazie è per lei, per Maddalena Carini, fondatrice della “Famiglia dell’Ave Maria”, una vita caratterizzata dalla preghiera e dalla sofferenza, accettata come occasione di offerta per il bene degli altri e come mezzo per la salvezza delle anime. “E’ lei ad averci messo qui - dice Lucia Giavarini, insignita con il marito Giuliano Pedroncelli della civica benemerenza del Comune di Mandello Lario - La casa di accoglienza “Villa Maggio” è sua ed è lei che ci ha insegnato ad amare tutti”.
Una dedica sentita. E sincera. Accanto a Lucia, suo marito Giuliano. Insieme ieri sera sul palco del teatro comunale “Fabrizio De André”, mano nella mano. “Io ho avuto la fortuna di incontrare questo amore”, dice lui guardando con dolcezza la donna sposata nel 1983. E la platea applaude.
Due ragazze che poco prima avevano ricevuto le borse di studio assegnate agli studenti più meritevoli leggono la motivazione del riconoscimento: “Responsabili dal 1978 della casa di accoglienza a Villa Maggio, hanno accolto fragili ed emarginati. Non hanno mai detto no alle richieste di aiuto di chiunque, con semplicità e discrezione. Lucia e Giuliano incarnano con la loro vita quotidiana un modello di umanità generosa, sacrificio personale e sollecitudine fraterna valori oggi rari. Sono esempio per tutta la nostra comunità e orgoglio per Mandello”.
Prima dei coniugi Pedroncelli a salire sul palco era stato Giorgio Zucchi, nipote dell’ingegner Giulio Cesare Carcano, l’altro destinatario (in questo caso alla memoria) della benemerenza. Al suo fianco due rappresentanti della Lega navale mandellese, che nel 2022 proprio a Carcano aveva dedicato una mostra allestita a Pramagno presso la propria sede per raccontare in una serie di pannelli la sua vita e le sue meravigliose intuizioni. “Il messaggio dello zio era esplicito - aveva affermato il nipote - e deve essere di stimolo alle nuove generazioni. Lui era solito dire che è fondamentale viaggiare e avere fame di conoscere. Soltanto così, ripeteva, si può andare lontano”.
Quindi la motivazione della benemerenza, letta da un altro studente: “Poliedrico ingegnere dalle mille passioni, operò come progettista presso la Moto Guzzi per oltre trent’anni, dando vita ad alcuni dei modelli più importanti della casa motociclistica di Mandello, compresa l’ideazione del motore a V divenutone simbolo nel mondo. Mise il suo ingegno al servizio della Canottieri Guzzi, contribuendo alla vittoria olimpica del 1956. Progettò diversi scafi velici divenuti iconici nel mondo della vela. Le sue opere contribuirono fortemente allo sviluppo economico della comunità mandellese che, seppur richiesto in diverse realtà industriali italiane, decise di non lasciare mai”.
Prima e dopo la consegna delle benemerenze civiche e delle borse di studio spazio al concerto dell’Orchestra Stoppani in musica, che con la direzione dei maestri Elena Tartara e Maurizio Fasoli ha proposto apprezzati e applauditi brani di un repertorio coinvolgente che non ha mancato di celebrare le tradizioni natalizie più conosciute e più amate, fino al gospel Oh happy day proposto come bis a conclusione della serata.
Nella notte delle benemerenze, delle borse di studio e del concerto di benvenuto al Natale anche un riferimento al sogno divenuto realtà del locale scuola inaugurato proprio quest’anno a Maaden, in Mauritania. Un progetto nato da un’idea della mandellese Erica Torri, ieri sera sul palco del “De André” accanto a Chiara Giambagli, sua amica e presidente della “Stoppani in musica”, a sua volta mobilitata per raccogliere i fondi necessari affinché quell’idea potesse appunto trasformarsi in realtà. E così a tre giorni dal Natale il cuore di Mandello ha battuto forte anche per la solidarietà.
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