20 aprile 2026

Un successo a Colico la mostra sulla campagna italiana di Russia. E dall’Ana messaggi di pace

All’Auditorium “Ghisla” di Colico è stata allestita dal 15 al 19 aprile la mostra “La campagna italiana di Russia - Il valore della memoria” organizzata dalla Sezione alpini “Alto Lario”.

Destinata alla popolazione e in particolare agli studenti degli istituti scolastici del territorio, la mostra - percorrendo i momenti più salienti e dolorosi del tragico evento bellico - aveva lo scopo di evidenziare i valori emersi dalle sofferenze e dai sacrifici patiti: la solidarietà, il senso del dovere, il sacrificio e la patria.

Attraverso la narrazione del contesto i visitatori hanno potuto rivivere le diverse fasi del drammatico evento, per approdare a quello che è il presente e il futuro dell’associazione: l’attività di Protezione civile, all’insegna del motto “Ricordare i morti aiutando i vivi”.

Proprio dalla più grande associazione d’arma del mondo, l’Associazione nazionale alpini, parte un messaggio di pace e riconciliazione. Non a caso era stato assegnato all’Ana nel 2020, da parte del Summit mondiale dei premi Nobel e dalla “Fondazione Gorbaciov”, il riconoscimento d’onore “L’uomo della pace” per il grande impegno sociale, lo spirito di sacrificio e di abnegazione con cui si è sempre distinta senza guardare alla razza e alla religione in ogni Paese del mondo, mentre nel 2024 le era stato conferito il titolo di “Operatori di civile convivenza e pace” da Unipax, organizzazione non governativa internazionale che collabora con il sistema delle Nazioni Unite.

“La mostra è stata apprezzata dalla comunità lariana - afferma il presidente della sezione Ana, Stefano Foschini - Lo dimostrano l’elevato numero dei visitatori e i complimenti ricevuti. La rassegna espositiva è stata visitata da oltre 700 persone, tra le quali oltre 370 studenti”.

A impreziosire il percorso narrativo della mostra hanno collaborato sei alunni dell’Istituto “Marco Polo” attraverso la lettura di brani significativi di Giulio Bedeschi, Mario Rigoni Stern e Pino Scaccia.

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