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24 settembre 2026

L’Italia torna al nucleare. Già nel 1979 l’ingegner Luigi Buzzi diceva: “E’ la sola energia alternativa”

L'ingegner Luigi Buzzi.

(C.Bott.) Il Senato ha approvato ieri il disegno di legge delega che dà il via libera al ritorno del nucleare in Italia dopo 40 anni. Già nel 1979 l’ingegner Luigi Buzzi, che nel 1947 era giunto dall’Emilia a Mandello Lario, dove avviò la produzione di equilibratrici meccaniche a risonanza, stroboscopiche, per ruote di veicoli a supporto rigido e dove costruì la prima equilibratrice a sistema elettrodinamico wattmetrico, parlava del nucleare in termini positivi.

In una conferenza che si tenne a inizio novembre al Lions club Lecco sul tema del problema energetico e delle energie alternative l’ingegner Buzzi, che nel 1957 sempre a Mandello fondò la “Cemb Spa”, che da subito si caratterizzò per l’alta specializzazione, la flessibilità e la continua innovazione delle soluzioni tecniche, premetteva che “l’energia non si inventa ma esiste, non si crea e non si distrugge ma si trasforma degradandosi” e che “qualunque forma di energia esistente nell’universo ha un’unica matrice, l’energia nucleare”.

“In Italia sono oggi attive quattro centrali nucleari - ricordava l’ingegnere - a Trino Vercellese, Latina, Garigliano e Caorso e ora sono in corso gli studi per i reattori di terza generazione e la reazione consiste nella “fusione” di nuclei di un particolare tipo di idrogeno chiamato deuterio, che esiste in natura in quantità illimitata e che potrebbe bastare per 45 milioni di anni. Si tratta insomma realmente di una soluzione finale del problema energetico”.

Quindi un riferimento in chiave economica: “Ai prezzi attuali del petrolio l’energia nucleare costa meno di quella prodotta con centrali termiche tradizionali. La totale energia richiesta per la costruzione di una centrale nucleare a uranio è recuperabile in un anno e mezzo e la durata delle centrali nucleari è notevole. Con una centrale di 1.000 MW si può risparmiare valuta pregiata per oltre 100 miliardi di lire l’anno”.

“Per le centrali future di terza generazione a idrogeno - ebbe a dire ancora l’ingegner Buzzi - non esiste alcun problema di inquinamento, non essendoci scorie radioattive. Infatti il residuo della combustione è solo elio, gas nobile non radioattivo, esistente nell’aria e del tutto innocuo”.

Infine le conclusioni: “Come energia alternativa c’è soltanto la fonte nucleare. Non è una scelta ma una necessità. Al vertice di Strasburgo del giugno ’79 della Comunità europea è stato dichiarato che senza uno sviluppo dell’energia nucleare non sarà possibile per l’Europa alcuna crescita economica per i prossimi decenni e che le centrali nucleari sono l’unica alternativa realistica al petrolio”.

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