09 settembre 2026

Un mese fa l’addio a Gilardoni. “Massimo, a differenza di quanto è il mondo oggi, tu eri affidabile”

Lo scorso 4 agosto moriva a Olcio di Mandello Lario Massimo Gilardoni. A poco più di un mese dalla scomparsa, pubblichiamo in suo ricordo questa testimonianza:

“Caro Massimo, amico mio. Non mi sembra possibile che sia passato più di un mese. Non mi sembra possibile che tu sia sepolto là, in fondo alla tua via. Hai pianificato tutto di questa faccenda che certamente non era assolutamente pianificata. Lo avevi capito subito, penso dalle sensazioni del tuo corpo e da quelle risposte vaghe dei medici, quasi parimenti increduli della tua situazione. La sentenza era scritta, ma se tu non ci hai creduto soltanto per un po’ io non ci volevo credere fino alla fine.

Ci conosciamo dalla nascita, almeno la mia. Eppure questa malattia mi ha permesso di conoscerti forse davvero. Spesso chi abbiamo vicino lo diamo per scontato, non ci fermiamo a conoscerlo veramente. Tu eri burbero, avevi sempre qualcosa da dire. E per me eri così. Spesso, però, dietro a quel voler essere forte c’è un carattere buono, semplice, a volte poco sicuro di sé e che reagisce con una corazza di sfrontatezza, per proteggersi. E tu, nonostante non ci avessi mai pensato, non facevi eccezione.

Dietro quell’essere burbero eri buono, disponibile, a volte fragile, cocciuto e, a differenza di quanto è il mondo oggi, affidabile e professionale. Spesso il tuo carattere era il tuo limite che ti faceva essere a volte poco seriamente ascoltato e liquidato facilmente. Manchi ogni giorno.

Ti avevo chiesto di non farmi invecchiare senza te vicino come amico, con i tuoi messaggi praticamente giornalieri e con le tante vicendevoli prese in giro. Qualcuno ha deciso diversamente. Credo però che resterai qui nel cuore di molti.  Ciao Massimo, suona lassù per noi”.

Riccardo

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