Centro culturale “Fatebenefratelli” di Valmadrera gremito ieri sera per l’incontro con Filippo Galli. Una delle leggende del Milan di Arrigo Sacchi e Fabio Capello, oggi tra i massimi esperti dei settori calcistici giovanili, ha presentato il suo libro “Il mio calcio eretico” (edito da Piemme) nell’ambito delle iniziative incluse nel “Mese dello sport”.
L’evento era stato promosso e organizzato dal Milan club Valmadrera, sodalizio nato nel 2004 che conta oggi quasi 200 tesserati. In sala, ad ascoltare gli aneddoti dell’ex difensore, tanti tifosi e appassionati, oltre al sindaco, Cesare Colombo, al primo cittadino di Lecco Filippo Boscagli, al sindaco di Pescate, Dante De Capitani, e agli assessori comunali Marcello Butti e Antonio Rusconi. Tra il pubblico anche i vertici della Calcio Lecco guidati dal presidente, Aniello Aliberti, e accompagnati dal calciatore bluceleste Enrico Di Gesù, cresciuto nel vivaio rossonero proprio negli anni in cui Galli ne era il responsabile.
Nel corso della serata Filippo Galli ha ripercorso le tappe della propria carriera, intervistato da Anna Masciadri, per poi soffermarsi sulla sua visione del calcio giovanile e sulla formazione dei ragazzi. “La tecnica deve essere sempre abbinata alla tattica - ha spiegato - Ai più piccoli occorre insegnare il gesto tecnico, ma soprattutto la capacità di scegliere cosa fare in una determinata azione e in un momento preciso della partita”. “Non dobbiamo esasperare la pura tecnica - ha aggiunto - altrimenti rischiamo di formare giocolieri e non atleti capaci di giocare per e con la squadra”.
Non è mancato un “tuffo” negli anni d’oro del Milan, capace di conquistare ogni trofeo in Italia e nel mondo: “Eravamo un gruppo con un’enorme cultura del lavoro. Eravamo ottimi giocatori, è vero, ma Arrigo Sacchi è stato capace di tirar fuori il meglio di ciascuno di noi, portando un’innovazione straordinaria in un calcio fino ad allora ancora troppo legato al passato. E poi c’era il nostro capitano Franco Baresi, un esempio in campo e fuori: bastava un suo sguardo per rimettere in riga noi più giovani”.
Sollecitato sull’attualità e sul momento della squadra rossonera Galli ha invitato a non avere fretta: “Bisogna dar tempo all’allenatore Ruben Amorim, senza metterlo in croce dopo una sconfitta. Per assimilare un nuovo sistema di gioco e trovare la giusta alchimia serve pazienza, Qualche segnale di bel gioco, del resto, in queste prime partite si è visto. Ci sta che si possa sbagliare la posizione di un giocatore in campo, lui sta cercando di cambiare la mentalità di una squadra che lo scorso anno è stata troppo difensiva. In Amorim rivedo un po’ di Sacchi, non dico che raggiungerà i suoi livelli ma ha il coraggio di sperimentare e non è da tutti”.
La serata si è conclusa con un omaggio: il presidente del Milan club Valmadrera, Franco Rusconi, e il presidente del Lecco Aniello Aliberti hanno consegnato a Filippo Galli due maglie ufficiali blucelesti autografate dalla prima squadra in rappresentanza del movimento calcistico del territorio.

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