Il premio riconosce idealmente l’intensa attività svolta da decenni dal gruppo di volontari del Cai Grigne attivi nella commissione sentieri del sodalizio alpinistico
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| Nello Scenini, classe 1927. |
(C.Bott.) Il premio va a lui in prima persona ma idealmente riconosce l’intensa quanto proficua attività svolta da decenni, instancabilmente e senza pause, da un gruppo di volontari del Cai Grigne che, attivi nella commissione sentieri del sodalizio alpinistico di Mandello Lario, dedicano energie, passione e tempo alla pulizia e alla manutenzione dei sentieri montani, alla ricostruzione dei muri di sostegno, al rifacimento di tratti di selciato e alla posa della segnaletica e di barriere di protezione, oltre che al recupero di manufatti.
A Nello Scenini, mandellese di Somana, classe 1927 (ha compiuto 99 anni lo scorso 2 agosto), “maestro della pietra”, il Comitato scientifico del Cai centrale ha conferito il titolo di “custode delle Terre alte” per la quotidiana opera svolta a favore dei territori montani.
Un riconoscimento di assoluto prestigio, che si aggiunge alla civica benemerenza da lui ricevuta nel 2021. E una vita, appunto quella di Scenini come degli altri quattro premiati per il 2026 (con il mandellese ci sono Giulio Tollardo, l’associazione “Vieni a vivere a Corezzo”, Luciano Sammarone e Silvano Salvatore di Leo), attraversata da azioni e interventi che hanno contribuito a tenere vivo il legame tra le comunità locali e le aree montane.
Si tratta di un’iniziativa di alto valore simbolico capace di unire esperienze e storie provenienti da ogni parte della penisola e i premiati incarnano diversi aspetti di quella che è possibile definire una montanità tenace ma gentile, votata alla memoria, al servizio e alla condivisione.
Nella motivazione del premio attribuito a Nello Scenini si legge che “nella sua lunghissima vita di artigiano e intagliatore di pietre ha restaurato, insieme alla sua squadra, il sentiero storico del santuario di Santa Maria e molti altri sentieri e edifici delle Terre alte della sua zona”. “Instancabile testimone e profondo conoscitore di un’arte antica dedicata alle montagne e ai loro luoghi - si aggiunge - Scenini incarna i valori di dedizione, coraggio e amore per la comunità che sono colonne portanti del Cai e del corpo degli alpini, di cui fa parte”.


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