20 gennaio 2021

Giorgio Redaelli racconta Maestri: “Così convinsi Cesare a fare lo Sperone della Brenva”

Con il “ragno delle Dolomiti”, morto ieri all’età di 91 anni, il mandellese “re del Civetta”, classe 1935, fu protagonista di quella salita sul Bianco

Giorgio Redaelli, a sinistra, con Cesare Maestri.


(C.Bott.) Tra i più forti alpinisti (non soltanto italiani) degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, l’epoca d’oro del sesto grado superiore, si distingueva per la sua capacità di esprimersi ai più alti livelli sia sulla roccia dolomitica sia sul terreno d’alta quota delle Alpi occidentali.

Varenna. Piazza San Giorgio e via IV Novembre, quasi ultimata la posa del porfido


 

I lavori di posa del porfido in piazza San Giorgio e in via IV Novembre a Varenna, dopo il rinnovo dei sottoservizi, sono quasi ultimati, benché al momento le rigide temperature notturne degli ultimi giorni ne impediscano la conclusione nel tratto mancante di via IV Novembre.

Mandello. “Confini”, all’edicola “Cumbre” di Molina il nuovo libro di racconti di Virna Dotti



(C.Bott.) Si intitola Confini ed è il nuovo libro di Virna Dotti, mandellese, non nuova a incursioni anche fortunate nel campo letterario.

La scuola dell’infanzia di Abbadia Lariana e la continuità del servizio educativo



(C.Bott.) “All’inizio di questo 2021 è tempo per voi di pensare a un servizio che possa accogliere vostro figlio o vostra figlia a partire dal prossimo mese di settembre. La scuola dell’infanzia “Casa del bambino” è in grado di accogliere tutti i bambini, residenti in paese ma anche non di Abbadia, dai 3 ai 6 anni e, dallo scorso anno, pure i bimbi dai 2 ai 3 anni con l’avvio della “sezione primavera”, con personale e spazi dedicati. Il consiglio di amministrazione che rappresento, insieme alla coordinatrice e a tutto il personale, crede nel valore della presenza sul territorio comunale di un “servizio educativo 0-6”, che possa cioè accogliere tutti i bimbi già dal compimento dei 2 anni e fino all’ingresso alla scuola primaria”.

19 gennaio 2021

Livio Micheli ricorda Zucchi: “Caro Giovanni, rimarrai sempre un esempio da imitare”

L'ex presidente della Canottieri Guzzi: “Ci ha insegnato che con l’impegno, la dedizione e la fatica ogni risultato può essere possibile. Per lui erano importanti la storia e l’amicizia delle persone conosciute praticando il canottaggio”

Giovanni Zucchi con Livio Micheli.


(C.Bott.) “Pensando a Zucchi sono tanti i ricordi che affiorano nella mia mente. L’ho conosciuto nel lontano 1964 e non posso che partire da quel momento per ricordare il Giovanni, da tutti poi definito “Giuvanon” per l’imponenza del suo fisico. Io, giovanissimo, avevo appena iniziato a frequentare la Canottieri Moto Guzzi come giovane apprendista dello sport del canottaggio. Lui, assieme ai compagni Romano Sgheiz, Fulvio Balatti e Luciano Sgheiz, si stava preparando per la trasferta alle Olimpiadi di Tokio 1964”.

Giuseppe Abbagnale: “Giovanni Zucchi ha dato lustro all’Italia del canottaggio nel mondo”

I funerali del grande campione scomparso all’età di 89 anni si terranno a Mandello giovedì alle 14.30 nella chiesa del “Sacro Cuore”

Un'immagine d'archivio che ritrae Giovanni Zucchi (primo a sinistra) con Franco Trincavelli, Giuseppe Moioli, don Angelo Villa, padre spirituale dei canottieri italiani, e Fulvio Balatti.


(C.Bott.) Si svolgeranno giovedì 21 gennaio alle 14.30 i funerali di Giovanni Zucchi, gloria della Canottieri Moto Guzzi, scomparso nel primo pomeriggio di oggi all’età di 89 anni. Il rito funebre si terrà nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore a Mandello.

L’ultimo saluto a Gilardi. “Mi hai fatto capire come salire i sentieri più ripidi della vita”

Così il figlio Stefano al rito funebre celebrato oggi pomeriggio a Mandello. Il parroco: “Carlo era non solo uno sportivo ma anche una persona simpatica e aperta”



(C.Bott.) L’ultimo saluto è stato quello del figlio. “Mi hai insegnato tutto a partire dai primi passi e mi hai fatto capire come salire i sentieri più ripidi. Non soltanto quelli delle tue montagne, ma anche quelli che la vita ci riserva”, ha detto Stefano, che poi ha aggiunto, sempre rivolgendosi idealmente a suo padre: “Non ti sei fatto fermare da niente. Eri e rimarrai sempre il migliore. Ti voglio bene”.