12 giugno 2026

L’ultimo saluto di Mandello Lario a Piercarlo Redaelli. “Geda, volevi far fiorire un mondo migliore”

Don Alberto Clerici all’omelìa del rito funebre: “Dove c’era bisogno di un’opera di volontariato lui c’era e la sua presenza era sempre positiva”. Suor Elisabetta Lafranconi da Roma scrive: “In questi 70 anni della tua vita ti sei fatto pane spezzato per gli altri e il bene che hai sparso intorno a te è così grande che a guardarlo bene si rimane disarmati”

(C.Bott.) Sulla bara di legno chiaro, con la sua fotografia, un grande girasole. All’inizio del rito funebre, nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore, lo sguardo alle tante persone presenti suggerisce al celebrante una prima riflessione: “Chi ha servito la comunità, dalla comunità è onorato”.

Coppa del mondo di canottaggio in Bulgaria. In acqua già stamattina Panizza, Comini e Pelacchi

Il "quattro di coppia" con Andrea Panizza.

(C.Bott.) Al via oggi la seconda tappa di Coppa del mondo di canottaggio, in svolgimento a Plovdiv, importante banco di prova a meno di due mesi dagli Europei di Varese (31 luglio-2 agosto) e a meno di tre mesi (24-30 agosto) dai Mondiali di Amsterdam. Il remo di Mandello Lario e Abbadia Lariana è rappresentato sulle acque bulgare da Andrea Panizza, Davide Comini e Giorgia Pelacchi.

“Ciao Piercarlo, sei stato un valido collaboratore e consigliere, sempre disponibile e propositivo”

Piercarlo Redaelli con il vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, lo scorso anno nella sede del Soccorso degli alpini.

Giancarlo Alippi, per lunghi anni alla guida del Soccorso degli alpini di Mandello Lario, ricorda così Piercarlo Redaelli:

“Ciao Piercarlo, durante gli anni della mia presidenza al Soccorso degli alpini ho avuto in te un valido collaboratore e consigliere, sempre disponibile e propositivo nei tuoi suggerimenti, ligio e solerte nell’espletare gli incarichi che ti venivano affidati, ma che il più delle volte tu stesso ti offrivi di assumere.

L’Avis di Mandello: “Questa era la sua seconda famiglia e noi gli siamo riconoscenti”

Piercarlo Redaelli in una foto che lo ritrae accanto al dottor Gianni Comini.

L’Avis di Mandello Lario, di cui fu presidente, ricorda con questa testimonianza Piercarlo Redaelli:

Piercarlo Redaelli, per tutti “Geda”, grande persona di animo aperto a diverse associazioni, in primis l’Avis. Iscrittosi all’età di 20 anni, ha donato fino al raggiungimento dell’età massima, ossia i 65 anni. Entrò nel consiglio avisino nel 1984, dove trovò l’indimenticabile dottor Gianni Comini come presidente. Successivamente toccò proprio a lui ricoprire quella carica per due mandati.

Nasce “Mandello nel cuore”: “D’ora in poi dovranno prevalere sicurezza, educazione e civiltà”

(C.Bott.) Si sono dati una denominazione - “Mandello nel cuore” - e hanno già creato un logo in cui sono riportate le tre parole chiave alla base della loro azione: sicurezza, educazione, civiltà. Nasce a Mandello Lario un gruppo di cittadini, in prevalenza genitori, destinato a garantire all’amministrazione comunale, ai vigilantes e alle forze dell’ordine, in primis alla Polizia locale, un supporto in termini informativi a chi giungerà in paese nelle prossime settimane e nei prossimi mesi estivi. L’obiettivo è però anche quello di scoraggiare nel limite del possibile chi riterrà di poter fare ciò che vuole e non metterà al primo posto del proprio agire il rispetto e il buon senso.

Oggi l’ultimo saluto a Piercarlo Redaelli. Il sindaco Fasoli: “Figura autorevole, concreta e costruttiva”

Piercarlo Redaelli

Oggi pomeriggio alle 15.30 i funerali nella chiesa prepositurale del Sacro Cuore. E’ il giorno dell’ultimo saluto a Piercarlo Redaelli, che Riccardo Fasoli, sindaco di Mandello Lario, ricorda così:

La notizia della scomparsa di Piercarlo Redaelli ha suscitato profonda tristezza in tutta la nostra comunità. Sembra impossibile pensare di non poterlo più incontrare per le vie del nostro paese.

“Imbottigliati sotto il tunnel del Barro dopo una giornata di lavoro. Assurdo, facciamoci sentire!”

(foto archivio)

Da Mandello Lario riceviamo e pubblichiamo:

Con questa mia nota vorrei raccontare quanto accaduto la sera di mercoledì 10 giugno a decine di automobilisti, incastrati tutti insieme - senza speranza né sbocchi - nella galleria che attraversa il monte Barro provenendo da sud e andando verso nord, per “lavori in corso” ma dove forse albergavano fantasmi dal momento che non si vedeva nessuno lavorare per una qualsivoglia emergenza.