| Massimo Scotti in una foto dell'estate 2019 con monsignor Bruno Fasani e con sua moglie Luigia. |
(C.Bott.) La penna nera la “indossava” con orgoglio e per gli alpini lui c’era sempre. Disponibile a dare una mano con le sue competenze, con la sua voglia di fare e di mettersi al servizio del prossimo. Oggi sono esattamente due anni dalla scomparsa di Massimo Scotti e nessuno ha potuto colmare il vuoto lasciato a sua moglie Luigia, ai figli Marco e Riccardo, a tutti i familiari e appunto tra i “suoi” alpini.
Classe 1945, Massimo aveva svolto il servizio militare ad Aosta, partecipando al ventesimo corso ACS e conseguendo il grado di sergente. Rimasto ad Aosta come istruttore, aveva stretto amicizia con un suo commilitone, Bruno Fasani, in seguito divenuto sacerdote, prefetto della Biblioteca capitolare di Verona nonché canonico della Cattedrale della stessa città veneta, dal 2012 al 2022 direttore responsabile della rivista dell’Ana L’Alpino.
Scotti era presidente dell’Elbaman, una tra le gare di triathlon più prestigiose a livello internazionale che si svolge ogni settembre all’Isola d’Elba.
| Massimo Scotti (1945-2024) |
Ai suoi funerali, il 12 gennaio 2024, monsignor Fasani aveva ricordato le tre caratteristiche fondamentali di Massimo: l’eleganza d’animo, la bontà e la mitezza. “Aveva un grande senso di umiltà ed era un buono”, aveva detto e il sacerdote, per poi aggiungere: “Dove c’è bontà ne acquista la qualità della vita, che vince sempre sulla cattiveria. E la sua bontà era fatta di gesti, di sorrisi e di disponibilità. E poi era un uomo di equilibrio”.
Dal canto suo don Vittorio Bianchi, cappellano degli alpini mandellesi, ricordando Massimo Scotti, al quale lo legavano sentimenti di sincera e condivisa amicizia, aveva affermato: “Il nostro Dio è amore. Ci ha fatto il dono della vita e non ci tradirà e così un giorno godremo della beatitudine con Lui. Anche nel momento del dolore Dio c’è e allora il nostro motto sia questo: “Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi”. E a Massimo diciamo grazie e riconosciamo le consegne che lui ci ha lasciato”.
Grazie Claudio, il tuo ricordo del papa' è molto prezioso. Non dovuto e quindi ancora per noi piu' apprezzato. Grazie
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