30 aprile 2026

Mandello Lario. Inizia il mese di maggio e don Andrea allestisce al Sacro Cuore il “presepe mariano”

A idearlo è stato il vicario della comunità pastorale. “Chi entra in chiesa e raggiunge l’altare di San Giuseppe - dice - viene accompagnato non soltanto dalla preghiera ma anche dalla consapevolezza di essere in cammino verso Maria”

(C.Bott.) Lo scorso anno era stato allestito il “presepe pasquale” con l’intento di proporre in particolare alle nuove generazioni, in modo efficace e facilmente comprensibile, il contesto biblico del tempo di Quaresima e di sollecitare gli adulti a rileggere la propria vita attraverso una serie di spunti di meditazione. Per tutti indistintamente un invito: guardare con gli occhi del cuore le scene rappresentate: dalla Passione di Cristo fino all’ascesa al Calvario e alla crocifissione.

Quest’anno - in coincidenza con l’inizio di maggio, mese per tradizione dedicato alla Vergine Maria - è la volta del “presepe mariano”, realizzato a Mandello Lario nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore sotto l’altare di San Giuseppe, nella stessa navata dove tradizionalmente trova posto il presepe natalizio. Più che un “presepe” una “rappresentazione mariana” ideata da don Andrea Giorgetta, vicario della comunità pastorale mandellese, e introdotta da un pannello su cui è riportato uno scritto del poeta e drammaturgo francese Paul Claudel.

Ad accompagnare la singolare ideazione quattro pannelli su cui sono riportati brani evangelici, riflessioni, domande e vari riferimenti alla vita della Madonna. Poi nove scene bibliche non soltanto da meditare ma anche da vedere nelle oltre 40 piccole statue che compongono la rappresentazione, con scene quali lannunciazione, lo sposalizio di Maria, la fuga in Egitto, le nozze di Cana, la Sacra famiglia, un miracolo di Gesù, lultima cena, la salita al Calvario e la crocifissione del Signore. 

Ai piedi della rappresentazione c’è una lanterna, simbolo della luce. Dentro non ci sono però una candela o un cero, ma una statua in legno della Madonna proveniente non a caso dall’Africa, nello specifico dal Congo. “La preghiera di chi vi si accosterà - spiega don Andrea - non dovrà essere infatti una preghiera personale o che rimanga all’interno della nostra piccola comunità ma la testimonianza di uno sguardo capace di andare oltre, per camminare senza confini e perché le parole e le invocazioni ci portino fino a Maria”.

“Chi entra in chiesa e raggiunge l’altare di San Giuseppe - osserva sempre il vicario della comunità pastorale - viene accompagnato non soltanto dalla preghiera ma anche dalla consapevolezza di essere in cammino e di potere anche noi riflettere, pensare, farci domande e aiutarci, l’uno con l’altro”. Entrare, osservare e lasciarsi stupire è dunque il messaggio della “rappresentazione mariana”, così che “il nostro sia un cammino di comunità destinato ad arricchire il mese mariano”.

Su un libro collocato accanto al pannello che riporta il testo di Claudel chi lo desidera può anche lasciare il proprio commento o la propria riflessione.








 

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