Tra queste strutture vi è il Mulino Ripamonti di Mandello Lario, testimonianza concreta della tradizione agro-alimentare e del lavoro rurale che ha contribuito a plasmare il paesaggio e l’identità del territorio
Un passo concreto per la tutela e la valorizzazione di un patrimonio tra i più significativi del territorio lombardo, i mulini storici. Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato oggi il progetto di legge che mira a promuovere il recupero, la riattivazione e la valorizzazione di queste strutture, riconosciute come elementi fondamentali del paesaggio e della memoria collettiva.
Il provvedimento si pone l’obiettivo di salvaguardare non soltanto il valore storico e culturale dei mulini ma anche il loro potenziale turistico, didattico ed energetico.
“Con questa legge - dichiara Mauro Piazza, sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia e consigliere della Lega - vogliamo restituire centralità a un patrimonio che racconta la storia del lavoro e dell’ingegno umano in Lombardia. I mulini non sono soltanto testimonianze del passato, ma possono diventare protagonisti dello sviluppo futuro dei territori, soprattutto nelle aree rurali”.
Il progetto prevede un censimento aggiornato dei mulini lombardi, la loro integrazione in itinerari storici e turistici e la creazione di una rete regionale identificata da un marchio dedicato. Sono inoltre previsti incentivi economici per interventi di recupero e ristrutturazione, oltre alla possibilità di inserire alcune strutture nelle comunità energetiche rinnovabili.
“Investire nei mulini storici significa investire nelle comunità locali - aggiunge Piazza - creando nuove opportunità di crescita economica, promozione turistica e valorizzazione delle tradizioni”.
Tra le iniziative previste vi è anche l’istituzione della “Settimana regionale dei mulini storici”, che si terrà ogni anno la terza settimana di maggio, con eventi, workshop e attività educative rivolte a cittadini, scuole e associazioni.
Dal punto di vista finanziario il progetto di legge prevede uno stanziamento complessivo di 200.000 euro annui per il triennio 2026-2028, destinati sia agli interventi strutturali sia alle attività di promozione e sensibilizzazione. “Si tratta di un investimento mirato e sostenibile - sottolinea sempre Piazza - che consentirà di avviare interventi concreti e di dare nuova vita a un patrimonio diffuso, spesso dimenticato, ma ricco di potenzialità per il futuro della Lombardia”.
Va ricordato che lo scorso mese di ottobre proprio il consigliere regionale Piazza aveva visitato il Mulino Ripamonti 1863 di Mandello Lario, che rappresenta molto più di un edificio storico ed è una testimonianza concreta della tradizione agro-alimentare lombarda e del lavoro rurale che ha contribuito a plasmare il paesaggio e l’identità del territorio lecchese.
“Abbiamo girato il territorio - commenta dal canto suo il consigliere regionale lecchese di Fratelli d’Italia Giacomo Zamperini - riscoprendo luoghi che rischiavano di essere dimenticati e abbandonati. In provincia di Lecco ci sono tracce e testimonianze storiche che ci riportano la presenza di oltre duecento mulini attivi sul nostro territorio. Tra questi, il “Mulino del Pepott” di Perledo e il Molino Maufet di Colico, che ho avuto modo di visitare e che rappresentano esempi concreti di patrimonio rigenerato e ulteriormente da valorizzare, con un’attenzione particolare alla sostenibilità ed al legame con la propria comunità”.
“Questo provvedimento - osserva ancora Zamperini - non è soltanto una tutela, ma una visione precisa sul futuro: proteggere i mulini significa difendere la nostra identità e dare nuove opportunità ai territori”.


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