02 ottobre 2026

Varenna investe sui ragazzi, libri e trasporto gratis e 400 euro a studente per chi frequenta le Superiori

Il consiglio comunale ha approvato il piano per il diritto allo studio 2026/2027: spesa record per il Comune, zero euro a carico delle famiglie

Il consiglio comunale di Varenna ha approvato il piano per il diritto allo studio per l’anno scolastico 2026/2027, documento che porta con sé un segnale forte e concreto: quest’anno le famiglie varennesi con figli in età scolare non verseranno nemmeno un euro al Comune per i principali servizi educativi. Un risultato reso possibile da un aumento considerevole delle risorse stanziate dall’amministrazione comunale.

Libri di testo gratuiti fino alla secondaria di primo grado
Il Comune si farà carico dell’intero costo dei libri di testo per tutti gli alunni residenti che frequentano la scuola primaria e la secondaria di primo grado, indipendentemente dalla capacità economica della singola famiglia. Una misura che vale complessivamente 4.200 euro e che libera le famiglie da una spesa che, di anno in anno, pesa sempre più sui bilanci domestici.

Per la prima volta, inoltre, il Comune riconosce un contributo di 400 euro a ogni studente iscritto alla scuola secondaria di secondo grado (con Isee inferiore a 40.000 euro), da utilizzare per libri di testo, trasporto, corsi e laboratori extra. Una misura da 10.000 euro complessivi, pensata per sostenere le famiglie proprio nella fase più onerosa del percorso scolastico dei figli.

Trasporto totalmente gratuito verso il plesso di Bellano
Tutti i bambini e i ragazzi residenti che frequentano la primaria e la secondaria presso il plesso di Bellano potranno usufruire gratuitamente del servizio di trasporto scolastico. Una misura che riguarda 18 alunni (12 della primaria e 6 della secondaria di primo grado) e che, con un investimento di 62.700 euro, rappresenta la voce di spesa più consistente dell’intero Piano.

Asilo nido e scuola dell’infanzia

Accanto alle misure per la scuola dell’obbligo, il Piano dedica un’attenzione particolare ai più piccoli, quelli dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia. Non è un capitolo marginale: è, al contrario, quello che l’amministrazione comunale considera più delicato.

Varenna, come gran parte dei piccoli comuni del territorio, fa i conti da anni con un calo costante delle nascite. I bambini in età da nido e da materna sono sempre meno, e con loro si assottiglia anche la comunità di famiglie giovani che vive stabilmente il paese. Proprio per questo il Comune ha scelto di non arretrare ma di rafforzare il proprio sostegno a chi, nonostante tutto, ha scelto o sceglierà di crescere un figlio a Varenna, e ha stabilito un contributo comunale per ogni bambino residente iscritto agli asili nido e alle scuole dell’infanzia in uno dei comuni della provincia di Lecco, con importi e soglie Isee che la Giunta comunale definirà nel dettaglio; una convenzione biennale con “Cometa cooperativa sociale”, gestore dell’asilo nido “Riccardo Zelioli” e del micronido “La fabbrica dei balocchi” di Mandello Lario, che garantisce ai residenti di Varenna due posti riservati e il pagamento integrale della retta da parte del Comune, esclusa la quota di iscrizione.

Mauro Manzoni, sindaco di Varenna.

“L’Amministrazione è consapevole che un contributo economico, da solo, non basta a invertire una tendenza demografica che ha radici profonde e comuni a moltissimi paesi turistici come Varenna - sostiene il sindaco, Mauro Manzoni - Il vero ostacolo non è la scuola ma la casa. A Varenna trovare un affitto a prezzi sostenibili è oggi quasi impossibile e anche l’acquisto di un’abitazione è un traguardo fuori portata per una famiglia con un reddito medio, sostenibile ormai quasi soltanto per chi dispone di risorse economiche importanti. Un nodo che nessun contributo scolastico può sciogliere da solo, ma che rende ancora più necessario, nel frattempo, non lasciare sole le famiglie che restano”.

L’amministrazione comunale tiene a sottolineare con chiarezza un punto: le risorse investite non provengono dall’imposta di soggiorno, il cui utilizzo per finalità di questo tipo è vietato dalla normativa vigente. I fondi provengono invece dal bilancio ordinario del Comune, frutto di un’attenta e rigorosa gestione delle risorse pubbliche che ha permesso di liberare margini da destinare al sostegno delle famiglie e dei più giovani, nonostante il costante taglio dei trasferimenti statali agli enti locali.

Il piano per il diritto allo studio 2026/2027 prevede inoltre contributi alle famiglie per la scuola primaria di Bellano e Lierna; il finanziamento dei progetti “Sport” e “Protezione civile” per gli alunni dell’Istituto comprensivo “Monsignor Vitali” di Bellano; contributi ai Comuni di Bellano e Lierna per la gestione e manutenzione degli edifici scolastici; un sistema di rette mensa calibrato sull’Isee delle famiglie, con fasce di contribuzione che partono da 2,50 euro; 4.000 euro complessivi in borse di studio per gli studenti meritevoli delle secondarie e per i laureati universitari under 29.

“Con questo piano per il diritto allo studio facciamo un passo che negli anni scorsi sarebbe sembrato impensabile: azzerare completamente il contributo richiesto alle famiglie, aumentando allo stesso tempo in modo significativo l’impegno finanziario del Comune - afferma sempre il sindaco Manzoni - Non è un caso isolato, ma il punto più alto di un percorso che portiamo avanti da anni: ogni volta che le condizioni del bilancio comunale lo hanno permesso, abbiamo scelto di fare di più per i nostri ragazzi e per le loro famiglie. I libri di testo gratuiti, il trasporto gratuito verso Bellano e il contributo di 400 euro per ogni studente delle secondarie di secondo grado (ex Superiori) sono la prova concreta che il diritto allo studio, per questa Amministrazione, non è uno slogan ma una priorità che si traduce ogni anno in scelte di bilancio precise e verificabili”.

“Un pensiero particolare va ai nostri bambini più piccoli, quelli del nido e della scuola dell’infanzia - aggiunge il primo cittadino - Sono sempre meno, lo sappiamo, e sappiamo anche che il problema più grande per chi vorrebbe venire a vivere a Varenna con una famiglia giovane non è la scuola ma la casa, introvabile in affitto e ormai proibitiva da acquistare per chi non ha grandi disponibilità economiche. Non possiamo risolvere da soli questo problema, ma possiamo e vogliamo fare in modo che chi ha già un figlio piccolo a Varenna, o deciderà di averlo, non si senta solo. E lo facciamo con risorse nostre, gestite con serietà. Siamo convinti che investire sui giovani cittadini di Varenna, dal primo giorno di nido fino all’università, sia il modo migliore per investire sul futuro del nostro paese”.

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