Colico ha ospitato ieri sera lo spettacolo teatrale “Di nuovo Anna”, organizzato dall’amministrazione comunale.
La scelta coraggiosa di autore e interpreti ha collegato in un unico racconto il diario di Anna Frank alle pagine di Hannah Arendt e a quelle dei diari di ragazze e ragazzi che hanno vissuto le stragi del Ruanda, della Bosnia-Erzegovina, della Cambogia e di Gaza: dalla speranza di Anna Frank che quella fosse l’ultima guerra alla tremenda presa d’atto di Hannah Arendt della ripetitività del male. Un filo conduttore che fa pensare alle parole di papa Leone, secondo il quale “tutte le guerre vedano coinvolti giovani costretti alle armi, che proprio al fronte avvertono l’insensatezza di ciò che è loro richiesto e la menzogna di cui sono intrisi i roboanti discorsi di chi li manda a morire”.
Anche le amministrazioni comunali di Bellano, Dervio e Mandello Lario hanno ricordato la Giornata della memoria con celebrazioni che hanno visto la partecipazione attiva della sezione “Lario orientale” dell’Anpi. “Crediamo di poter sintetizzare il senso di questa nostra partecipazione alle diverse iniziative - spiega il presidente, Roberto Citterio - con le parole di Primo Levi che, con potenza premonitrice, ammoniva tutti circa la necessità di contestualizzare il senso di questa giornata, non come ricorrenza rituale ma come richiamo a rifiutare ogni forma di discriminazione, sopraffazione, ghettizzazione e deportazione, da qualunque Stato siano perpetrati. Soltanto così potremo dare forza alla lotta contro l’antisemitismo”.
Queste le parole di Primo Levi: “Non iniziò con le camere a gas. Non iniziò con i forni crematori. Non iniziò con i campi di concentramento e di sterminio. Non iniziò con i 6 milioni di ebrei che persero la vita. E non iniziò nemmeno con gli altri 10 milioni di persone morte, tra polacchi, ucraini, bielorussi, russi, iugoslavi, rom, disabili, dissidenti politici, prigionieri di guerra, testimoni di Geova e omosessuali. Iniziò con i politici che dividevano le persone tra “noi” e “loro”. Iniziò con i discorsi di odio e intolleranza, nelle piazze e attraverso i mezzi di comunicazione. Iniziò con promesse e propaganda, volte solo all’aumento del consenso. Iniziò con le leggi che distinguevano le persone in base alla “razza” e al colore della pelle. Iniziò con i bambini espulsi da scuola, perché figli di persone di un’altra religione. Iniziò con le persone private dei loro beni, dei loro affetti, delle loro case, della loro dignità. Iniziò con la schedatura degli intellettuali. Iniziò con la ghettizzazione e con la deportazione. Iniziò quando la gente smise di preoccuparsene, quando la gente divenne insensibile, obbediente e cieca, con la convinzione che tutto questo fosse normale”.

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