(C.Bott.) Le prime motociclette, le prime targhe straniere, le prime tende al campo sportivo comunale - che ne accoglierà in totale oltre 260 - di centauri provenienti da Francia, Inghilterra, Olanda, Svizzera e Germania (due hanno raggiunto il Lario dall’Australia) e i primi eventi.
A Mandello Lario da oggi tutto parla del motoraduno internazionale “città della Moto Guzzi” e delle “GMG 2026”. Le prime “due ruote”, si è detto. E le prime lunghe file di centauri e in generale di chi non vuole perdersi questa opportunità per visitare la riqualificata sede dell’Aquila e il suo prestigioso museo, inaugurati ufficialmente ieri pomeriggio.
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| Silvano Beroggi accanto allla sua ammirata creazione. |
Anche i primi eventi, si è detto, e le prime esposizioni. In piazza Italia all’imbarcadero fa bella mostra già da questa mattina l’ultima bellissima “creazione” di Silvano Beroggi, mandellese, un passato da dipendente della Guzzi, che espone una motocicletta in ferro ispirata al prototipo costruito dal team creato negli anni Ottanta dal “dottor John”, all’anagrafe John Wittner, che fu pilota e geniale tecnico e che ha sempre avuto l’Aquila nel cuore. Da quel prototipo sarebbe poi derivato il modello Daytona.
Il “dottor John” abitava a West Chester in Pennsylvania, nel Nord-est degli Stati Uniti, e faceva il dentista di professione. Scomparso nel febbraio 2024 all’età di 79 anni, anche negli Usa si teneva costantemente aggiornato su tutto ciò che aveva a che fare con Mandello Lario e con il “mondo Guzzi”.
Non meno di 100 i metri di filo di ferro utilizzati da Beroggi e oltre sette i mesi di lavoro. Ora il suo “grazie” va alla “Compagnia del pontile” e a Emiliana Longoni, ma da oggi a ringraziarlo saranno i tanti appassionati che sosteranno all’imbarcadero per ammirare quella che è a tutti gli effetti una vera e propria opera d’arte.
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