A sollecitare la comunità ad avere a cuore questi spazi di ritrovo è stato oggi don Andrea Giorgetta: “Si cresce e l’oratorio resta, perciò è per tutte le generazioni, presenti e future”
(C.Bott.) Nella domenica della ricorrenza liturgica di san Francesco d’Assisi, al quale si era ispirata significativamente anche l’edizione 2026 del Grest, Mandello Lario ha ufficialmente aperto la nuova “stagione” dei suoi oratori. Una festa nella festa, in definitiva, e l’occasione per celebrare la bellezza dello stare insieme.
Una festa che ancora in queste ore sta coinvolgendo ragazzi e adulti, dunque di fatto una intera comunità, e che si era aperta questa mattina con la messa celebrata nella chiesa di San Lorenzo da don Andrea Giorgetta, vicario della comunità pastorale mandellese. Con lui all’altare il parroco, don Giuliano Zanotta.
La bellezza dello stare insieme, si è detto. E su questo concetto si è soffermato don Andrea nell’omelìa, non prima di aver invitato tutti a rispondere a due quesiti: che cura ho per il mio oratorio? E l’ho veramente a cuore? “Queste domande valgono per l’intera comunità - ha sottolineato il sacerdote - perché ciascuno di noi è invitato ad aver cura di questi spazi di ritrovo. Si cresce e l’oratorio resta, perciò appartiene a tutti noi ed è per tutte le generazioni, presenti e future. Ed è compito di tutti portarlo avanti”.
Poi un riferimento al gadget consegnato insieme al “pass” per partecipare a tutti gli appuntamenti della giornata, un portachiavi con un cuore e sul cuore quattro tasselli, tanti quante sono le parrocchie della comunità pastorale. Un cuore simbolo di amore e di pace.
Dopo la messa la seconda “tappa” della giornata con il trasferimento all’oratorio “Sacro Cuore”, prima del cammino fino a Somana per il pranzo. Nel pomeriggio il trasferimento a Olcio per la merenda e l’animazione, per una domenica tra spazi di riflessione, giochi, spensieratezza e condivisione.
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