04 ottobre 2026

Quando Gabriella Mellera scriveva: “Dio ci aiuti a crescere in questo spirito di servizio disinteressato”

Gabriella Mellera con un'anziana ospite della casa di riposo.

(C.Bott.) “Il primo approccio con gli ospiti non è stato facile. Siamo state accolte con una certa diffidenza, in alcuni casi con ostilità. Forse perché subentravamo a una precedente forma di volontariato a cui si sentivano legati, forse perché rappresentavamo una novità e gli anziani, come si sa, sono legati alle abitudini consolidate. Per accaparrarci la loro simpatia abbiamo dovuto usare degli stratagemmi… Con alcune persone il rimedio è stato quello valido ora e sempre, cioè parlare, creare rapporti personali, considerare gli ospiti persone a tutto tondo, rispettare la loro personalità, fare emergere con delicatezza parti della loro storia”.

Si raccontava così, Gabriella Mellera Farina, nella testimonianza raccolta da Bianca Panizza per il decimo quaderno dell’Archivio comunale della memoria locale pubblicato nel 2016 con il titolo “Storie dei 100 anni della casa di riposo di Mandello del Lario e altre testimonianze”. E così raccontava la sua esperienza nel ruolo di coordinatrice dei volontari attivi alla casa di riposo di via degli Alpini, incarico assunto nel 1987.

Gabriella Mellera (prima a sinistra) con un gruppo di volontarie della Croce Rossa in una foto del 2012 scattata alla casa di riposo di Mandello con l'allora vescovo di Como Diego Coletti.

“Sotto molti aspetti c’era un tipo di organizzazione “alla buona”, tipico delle case di riposo di allora - affermava Gabriella, morta questa settimana all’età di 90 anni e alla quale ieri mattina nella chiesa di San Lorenzo è stato tributato l’ultimo saluto - piuttosto informale o, meglio, gestito come in una grande famiglia. Soprintendeva a tutto la superiora, dell’ordine delle suore della carità di Santa Giovanna Antida… La suora era anche infermiera. Direttore sanitario era il dottor Elio Volterra, il classico medico di famiglia di quei tempi, che visitava i pazienti a lungo. La sua presenza era costante, affabile, rassicurante. E’ mancato nel 1995, lasciando in ospiti, dipendenti, volontari e persone che frequentavano la casa di riposo un ricordo indelebile”.

Infine un pensiero riconoscente a tutte le volontarie: “Rivolgo a Dio la preghiera che ci aiuti a crescere sempre più in questo spirito di servizio disinteressato e che tutti noi e che tutti noi possiamo gustare la gioia di sapere che il nostro nome è conosciuto dal Padre che sta nei cieli”.

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