Alle ore 11 l’inaugurazione della nuova “creazione” del bergamasco Roberto Berardelli presso l’“Antica officina” in via Cavour
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Roberto Berardelli con Pino Todero.
(C.Bott.) Ventotto mesi di lavoro e la passione, anzi la grandissima passione di sempre per i motori. E per la Moto Guzzi. Lui è Roberto Berardelli e l’ultima creazione in ordine di tempo del bergamasco di Endine Gaiano è un’interpretazione della grande moto da record monocilindrica 250 mossa e alimentata da un compressore volumetrico a pale rotanti.
“Abbiamo sviluppato la motocicletta - spiega Berardelli - partendo dal blocco motore e oltremodo prezioso, anzi addirittura indispensabile, è stato in tutta la fase di progettazione e costruzione l’apporto di Pino Todero, che i mandellesi ben conoscono, figlio di quell’Umberto Todero componente del mitico staff tecnico della Casa dell’Aquila al quale si deve tra l’altro la progettazione della Otto cilindri”.
La 250 Guzzi compressore è un tributo alla “Gerolamo”, come era stata soprannominata la moto che, sviluppata a partire dalla fine degli Trenta, conquistò numerosi record di velocità (fu tra l’altro tra le prime 250 cc a superare i 200 chilometri orari). Presentava un caratteristico “polmone” d’aspirazione da 12 litri e poteva essere alimentata a miscele di benzina/benzolo o alcool.
La creazione di Berardelli verrà presentata sabato prossimo, 7 novembre, alle ore 11 a Mandello Lario presso l’“Antica officina Giorgio Ripamonti” in via Cavour.
“Sono contentissimo del risultato ottenuto - dice Roberto - anche perché ho potuto contare sul sostegno dei Moto club locali e in particolare di Stefano Bonacina, presidente del “Moto Guzzi club Mandello”. Davanti al murales, oltre alla moto che ho “rivisitato” esporremo anche il volumetrico che porterà Todero, proprio per far comprendere da dove si è partiti e dove si è arrivati. Come dire, dall’originale alla mia interpretazione”.
Va ricordato che quest’anno Berardelli aveva già presentato sempre all’“Antica officina” di Trincavelli la motocicletta da lui creata e ispirata al prototipo del modello Guzzi-Parodi costruito proprio là dove era solito sostare Carlo Guzzi nei primi anni del Novecento. Battezzata “Svasso maggiore”, montava un motore Guzzi Super Alce 500. “Ricreando quel modello - aveva sottolineato Berardelli quando ancora quella motocicletta doveva essere ultimata - ho riproposto idealmente anche un progetto, quel volo nell’ignoto nell’allestimento di una motocicletta che avrebbe segnato tutti gli anni Venti, per supportare tra suggestione e sensazioni la scoperta, la rivelazione, l’emozione e la soddisfazione dei ragazzi di Guzzi e Ripamonti”. “Un sogno costruito giorno dopo giorno - aveva aggiunto - e soprattutto un sogno chiamato Moto Guzzi”.
Ora, dunque, a proposito di sogni e di visioni, è la volta della motocicletta da record con volumetrico. E intanto Berardelli guarda già al prossimo progetto: una Guzzi 500 con motore alimentato sempre da un compressore volumetrico. “Sarà una nuova lunga avventura - afferma - anche perché non ci sono paragoni di riferimento. E se verrà come la 250 che ci apprestiamo a presentare il prossimo fine settimana a Mandello sarà una soddisfazione impagabile”.
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