09 luglio 2023

Mandello Lario. “Casa Comune” torna all’attacco: “La verità, sindaco Fasoli, dite tutta la verità!”

 

Dibattito e polemiche, avanti tutta! Sui lavori all’ex campeggio di Mandello, dopo la presa di posizione del sindaco, Riccardo Fasoli, il gruppo politico e consiliare di “Casa Comune” ci invia la nota che di seguito pubblichiamo:

Il sindaco Fasoli e la maggioranza sapevano da tempo che le cose stavano così e che lì era stato compiuto - nella migliore delle ipotesi, il che è tutto dire - un errore macroscopico e grave di procedura ammnistrativa.

Già la nostra comunicazione del 4 aprile indirizzata agli enti sovracomunali (Provincia, Autorità di bacino e prefettura) e anche al sindaco stesso sollevava il dubbio sulla regolarità dell’iter amministrativo paesaggistico. E in quell’occasione, ricevuta la nostra lettera, Fasoli si era persino risentito con la nostra capogruppo consiliare per aver osato mettere in dubbio la correttezza delle cose fatte, anziché cogliere quella segnalazione come un’occasione per fare chiarezza al proprio interno e andare a verificare tutti gli aspetti della questione. Quindi parliamo di 3 mesi fa, intanto! Non di una settimana fa.

Poi il 1° giugno la Regione invia al Comune (Ufficio tecnico e sindaco) una nota tecnica articolata e completa che invita a chiarire lo stesso iter di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica e, tra le varie considerazioni significative, sottolinea la competenza provinciale nel caso il progetto riguardasse anche soltanto parzialmente aree demaniali, in forza dell’articolo 80, 4 comma lettera c) della legge regionale 12/2005.

Ancora: la Provincia di Lecco con lettera del 28 giugno risolve la questione sulla regolarità o meno dell’iter autorizzativo paesaggistico - alla luce anche della nostra segnalazione dell’aprile scorso - dichiarando la sua esclusiva competenza in materia, sulla scorta anche della lettera della Regione e negando così validità alle autorizzazioni paesaggistiche comunali sin qui rilasciate.

Non solo, e qui sta un punto aggravante della posizione di Fasoli e dei suoi: richiama i numerosi incontri intervenuti nei suoi uffici con il sindaco, il segretario comunale e il responsabile dell’Ufficio tecnico, incontri durante i quali avrà sicuramente fatto presente ciò che avrebbe poi scritto, cioè che non è stata rilasciata alcuna autorizzazione paesaggistica provinciale e che quella comunale è nulla, non valida.

Ora: gli errori si possono commettere, lo sappiamo, soprattutto in materie non semplici come queste. Ma c’è un ma… Una volta che l’errore è emerso lo si deve ammettere e affrontare, una volta che Regione e Provincia si esprimono con quella chiarezza non si possono ignorare bellamente come è stato fatto, con un atteggiamento che rasenta il disprezzo istituzionale. Disprezzo che noi di “Casa Comune” per primi abbiamo subìto, essendo stati dipinti come inutili e pedanti scocciatori e non come una minoranza che democraticamente e in modo trasparente svolge il suo ruolo in consiglio comunale e dentro la comunità.

Qui la questione gravissima, in aggiunta a quella tecnica e paesaggistica (tutto quell’intervento resta ambientalmente atroce comunque e in ogni caso), è etica e di credibilità politica pubblica: l’aver negato la verità alla cittadinanza, l’aver sostenuto che tutto era a posto e corretto, l’essersi sottratti alla comunicazione pubblica sul caso, l’aver fatto finta di niente per mesi.

Avere, in sostanza, mentito pubblicamente sino a quando - messi alle strette - il sindaco e la sua maggioranza non sono stati costretti a dire realmente come stavano le cose e ad assumere gli atti conseguenti. Solo quando non hanno più avuto vie di fuga dalla verità… Ma è possibile?

Ci chiediamo però, con amarezza, e lo chiediamo a tutti i cittadini e alle istituzioni del territorio: se non ci fossimo stati in campo noi con la continua attenzione e denuncia dei fatti, cosa sarebbe successo? La verità sarebbe mai emersa?

Detto questo: indipendentemente da come si risolverà, e se si risolverà, la questione tecnica e amministrativa crediamo che Fasoli e la sua maggioranza non siano più credibili nei ruoli che occupano, ruoli istituzionali, pubblici che richiedono serietà. Con questa vicenda di verità negate e taciute all’intera comunità mandellese hanno passato il segno. Chi potrà più credere davvero a quello che dicono pubblicamente d’ora innanzi? L’articolo 54 della Costituzione italiana sancisce un principio ineludibile, al suo secondo comma: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore…”.

Non pare proprio che questo sia avvenuto da parte di Fasoli e dell’intera sua maggioranza (espressione della lista civica “Il paese di tutti”). Non vi è sicuramente stata alcuna “disciplina” e non è mai drammaticamente pervenuto “l’onore”…

Il gruppo politico e consiliare di "Casa Comune per Mandello democratica"

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