03 maggio 2026

“Il ragazzo annegato a Mandello, non rispondiamo a questa tragedia soltanto con cartelli di divieto”

Riceviamo e pubblichiamo:

Ieri il lago si è preso un ragazzo di 16 anni. Non ci sono parole davanti a questa tragedia. C’è soltanto il peso di una vita che non ci sarà più, di una famiglia distrutta, di amici che non dimenticheranno mai quel pomeriggio. A loro va il nostro abbraccio più profondo e vero. Un abbraccio che non conosce confini, non guarda le origini, non chiede da dove si viene: riconosce soltanto il dolore, che è uguale per tutti.

Quando una tragedia così ci colpisce, la prima cosa che dobbiamo fare è esprimere sincero cordoglio e rispettare un lutto così sconvolgente. La seconda è chiederci, onestamente, cosa possiamo fare meglio. Non per cercare colpevoli, ma perché questa giovane vita spezzata esige che qualcosa cambi.

Il lago è casa nostra. È bellezza, è libertà, è vita, per chi ci abita tutto l’anno e per chi viene a cercarlo d’estate. Ma è anche un luogo che può uccidere, in pochi secondi, chi non lo conosce abbastanza o chi non ha mai avuto la possibilità di imparare a nuotare in acque profonde e fredde. E qui sta il nodo. Accedere in sicurezza al lago non può essere un privilegio di pochi. La sicurezza è un diritto di tutti.

I Comuni della riviera orientale hanno la responsabilità e la possibilità di costruire insieme una risposta che sia all’altezza di questa responsabilità. Alcune cose sono concrete e fattibili: un piano intercomunale per la sicurezza in acqua, con assistenti ai bagnanti nei punti più frequentati, segnaletica reale e comprensibile - anche in più lingue - sui rischi delle acque interne: correnti, sbalzi termici, fondali imprevedibili; un tavolo permanente tra i Comuni del Lago, le associazioni di volontariato, la Protezione civile, i vigili del fuoco,  la Guardia costiera ausiliaria per condividere risorse, esperienze e presidi nei mesi estivi; corsi di nuoto e di educazione all’acqua nelle scuole e nelle associazioni, rivolti in particolare ai ragazzi e alle famiglie che non hanno mai avuto accesso a piscine e strutture sportive. Imparare a nuotare non è un lusso: è una competenza di sicurezza che può salvare la vita.

Il nostro territorio non può rispondere a questa tragedia soltanto con cartelli di divieto.

“Casa Comune per Mandello democratica”

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