03 maggio 2026

La dedica del mandellese Fabio Triboli a Zanardi: “Grande persona, sapeva fare ogni cosa”

Fabio Triboli in una foto che lo ritrae con Alex Zanardi.

(C.Bott.) La data è il febbraio 2020 ed è quella di uscita del racconto scritto da un campione paralimpico per un amico. E’ quella della pubblicazione di un articolo di Alex Zanardi su Fabio Triboli, mandellese, a sua volta ex campione paralimpico di ciclismo.

Una testimonianza preziosa, una storia vera riportata da bici.pro, il primo portale italiano interamente dedicato al ciclismo. “Ci sono storie belle, popolari. Sì, così simili a quelle raccontate nelle tante pellicole in bianco e nero del dopoguerra che hanno il loro ingrediente più romantico e toccante nel farcela - premetteva il campione originario di Bologna morto all’età di 59 anni - a dispetto delle difficoltà che la vita imponeva a tanti in quegli anni”.

“La mia è stata una generazione felice e sognante - sottolineava Zanardi - La domanda “Cosa farai da grande?” arrivava a giorni alterni mentre pranzavamo con la famiglia. Mi viene da credere che quel mondo abbia in qualche modo attrezzato tanti bambini nel diventare appassionati lottatori di vita. Fabio era certamente uno di questi. Vispo, sempre sorridente, mai fermo. Mai il primo della classe a scuola, ma sempre tra i primi nel cuore della maestra che li aveva cresciuti”.

Poi spazio al racconto: “Un giorno il nonno lo aveva portato a vedere il passaggio del Giro d’Italia e tornando, nella prima occasione di convivialità familiare a tavola, lui aveva dichiarato solennemente che nella vita avrebbe fatto il corridore come Gimondi. I bambini cambiavano e cambiano idea. Non Fabio, nemmeno quando la vita sembrava volergli imporre un cammino diverso, dove la salita non sarebbe stata quella da scalare in bicicletta ma piuttosto quella in apparenza molto più dura della disabilità”.

 “Diventando uomo, Fabio ha fatto la sua parte - affermava l’ex pilota di Formula Uno - Ha studiato quel che serviva e poi è andato a lavorare. A dispetto di tutto non ha mai mollato il suo sogno, quello di andare in bicicletta e di fare il corridore”.

E ancora: “Un brav’uomo, Fabio. Uno che sul lavoro non si è mai tirato indietro, guadagnandosi la stima e l’amicizia dei colleghi. E soprattutto dei suoi superiori... Per ognuno di noi cavalcare gli eventi per trasformare ciò che accade in un’opportunità dovrebbe essere una regola. Nelle avversità pochi ci riescono. Eppure alcuni lo fanno, quindi un modo esiste”.

Fin qui il racconto di Zanardi. Ora è Triboli a “raccontare” il suo amico Alex. E a onorarne la memoria. “Ho passato dieci anni con una persona straordinaria - dice - Pieno di vita, sempre pronto ad aiutarti. Lui sapeva fare ogni cosa. In questi anni di silenzio ho cercato di andare a trovarlo ma non me lo hanno permesso”.

“Peccato - aggiunge il mandellese, come Zanardi classe 1966 - con lui perdo un grande amico e una grande persona. Oggi, nonostante sapessi della grave situazione in cui si trovava, non riesco a togliermi dalla testa i bei momenti passati con lui. Grazie, Alex, per quello che mi hai dato. Ciao, coscritto”.

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