“Nel mio percorso di docente mi hanno colpito la professionalità, la passione educativa degli insegnanti, il guardare al bambino non come a un recipiente da riempire di saperi ma come a una persona da far fiorire”
Una riflessione sull’esperienza da lui vissuta in veste di docente di religione all’Istituto scolastico “Santa Giovanna Antida” di Mandello Lario. A proporla è don Paolo Avinio e quella che segue è la sua significativa testimonianza:
Da pochi giorni è iniziato il primo semestre del primo anno accademico dell’Università del Lario orientale, grande polo universitario di cui sono stato nominato direttore degli studi. E’ un’esperienza molto impegnativa finalizzata alla formazione degli adulti del territorio che da Abbadia Lariana arriva fino a Colico.
In questi giorni, ripensando a quanto fatto in questi tre anni trascorsi a Mandello Lario, mi vengono in mente i due anni passati presso la scuola delle suore della Carità di Santa Giovanna Antida come insegnante di religione. E’ stata un’esperienza che ha “inciso” la mia sensibilità di sacerdote, di educatore e di studioso dell’animo umano.
Entrare la mattina in quelle aule significava varcare la soglia di un luogo in cui l’istruzione non si riduce a una semplice trasmissione di nozioni, ma si trasforma in un autentico atto d’amore e di cura dello sviluppo integrale del bambino.
Da una prospettiva psicologica e pedagogica, l’apprendimento non avviene mai in un vuoto affettivo. Un bambino impara e interiorizza le conoscenze soltanto quando si sente accolto, riconosciuto nella propria singolarità e al sicuro dal giudizio. In quei due anni ho potuto toccare con mano come le indicazioni del ministero dell’Istruzione venissero garantite con elevata rigorosità didattica, ma costantemente “animate” da uno sguardo profondo, capace di intercettare i bisogni emotivi, relazionali e spirituali di ciascun alunno.
Ciò che mi ha colpito in questo percorso è stata la professionalità, la passione educativa degli insegnanti: guardare al bambino non come a un recipiente da riempire di saperi, ma come a una persona unica da far fiorire. La collaborazione quotidiana è guidata da una certezza chiarissima: l’educazione è anzitutto una relazione di fiducia. Ho visto un ambiente in cui la disciplina non era pura imposizione, ma strumento per costruire la convivenza democratica e fraterna, dove il giudizio sul registro elettronico non misurava il valore ontologico del bambino, ma ne accompagnava il graduale percorso di crescita.
Al centro di questo progetto formativo si avverte viva e vibrante l’eredità della fondatrice, santa Giovanna Antida Thouret. Il suo carisma, intessuto di attenzione agli ultimi, di accoglienza incondizionata e di promozione della dignità di ogni persona rappresenta il vero cuore pulsante della scuola.
Nella prassi quotidiana degli insegnanti, questo insegnamento è tradotto in orientamenti precisi: accoglienza e valore della diversità, riconoscere ogni differenza personale, culturale o temperamentale come una risorsa che arricchisce il gruppo classe, insegnando ai bambini l’empatia e la bellezza dell’altro. Attenzione a chi fa più fatica, dedicare tempo, ascolto e strategie personalizzate agli alunni che incontrano maggiori ostacoli nell’apprendimento, trasformando il senso di frustrazione in riscoperta dell’autostima e della fiducia nelle proprie capacità. Testimonianza dei valori cristiani, trasmettere la centralità del Vangelo non come dottrina astratta, ma come stile di vita fatto di gentilezza, capacità di perdonare, condivisione e sguardo attento verso chi è più vulnerabile.
Imparare i concetti e le competenze disciplinari è indispensabile, ma imparare ad abitare il mondo con responsabilità, compassione e solidarietà è ciò che rende la vita compiuta. La scuola delle suore della Carità di Mandello realizza proprio questa sintesi profonda: non si limita a istruire ma educa alla vita concreta di ogni giorno. Guardando indietro a questi due anni di insegnamento non si può non portare nel cuore gli sguardi dei bambini, la dedizione silenziosa delle suore e l’alleanza educativa stretta con i colleghi. Rimane la ferma convinzione che seminare l’amore per il sapere unito al rispetto per la dignità umana sia il contributo più prezioso e duraturo che una scuola possa offrire alle generazioni di domani.
Don Paolo Avinio

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