12 ottobre 2026

Mandello Lario. L’ultimo saluto a Marco Guitto “marito fedele, padre premuroso, figlio grato”

Sua figlia Giulia: “Hai vissuto in un mondo corrotto, proprio tu che difendevi a spada tratta la giustizia. Ma il tuo giardino ha prodotto frutti preziosi”

(C.Bott.) Alla fine del rito funebre un unico grande abbraccio tra sua moglie Chiara e i due figli Giulia e Mattia, mentre il coro parrocchiale intonava il canto Ti seguirò. Dentro la chiesa di Sant’Abbondio tanti, tantissimi amici e colleghi di lavoro di Marco Guitto, morto a soli 56 anni.

Erano in tanti questa mattina a Somana, la frazione di Mandello Lario dove Guitto abitava. Tutti idealmente stretti ai suoi familiari, insieme per una preghiera, un pensiero, una riflessione “in un momento difficile, un momento duro da affrontare e tuttavia da vivere con fede”, come ha ricordato il celebrante introducendo le esequie.

A presiedere la cerimonia funebre don Stefano Zampieri, amico di famiglia, che fu vicario a Mandello “San Lorenzo” prima di essere nominato nel 2018 vicario della Comunità pastorale di Dubino, Mantello, Cino e Cercino, in Valtellina, e successivamente chiamato a svolgere il suo ministero a Bregnano, nel Comasco, dove si trova tuttora.

“Qualche sera fa mi ha telefonato Chiara e mi ha detto che Marco era salito al Cielo - ha premesso il sacerdote all’omelìa - Ho appreso così che Marco non era più tra noi e di fronte alla morte umanamente non ci sono parole. Resta un vuoto che ti lascia senza fiato e nessuna parola può bastare a consolare chi vive da vicino un lutto”. “C’è però la dimensione della fede che si fa preghiera - ha aggiunto - e c’è la consapevolezza che Dio non ci abbandona. Lui ci è accanto, ci sostiene, ma il dolore chiede tempo per essere elaborato. Prima di ripartire occorre ritrovare se stessi”.

Poi un “ritratto” fedele di Marco: “Era un marito fedele, un padre premuroso, un figlio grato, gentile e disponibile con i colleghi di lavoro. Misurato nelle parole, capace di farsi vicino agli altri senza essere invadente. Ha sempre sorriso alla vita, anche quando ha dovuto affrontare la malattia”. Quindi un pensiero ai suoi familiari: “Restate uniti, sostenetevi l’un l’altro e custodite gelosamente il ricordo di Marco. Lui ci precede in quel regno di luce e di pace che attende tutti noi e mettere in pratica tutto quello che di buono Marco ci ha lasciato è ciò che possiamo fare per dirgli il nostro grazie”.

Al termine delle esequie, prima dell’aspersione e dell’incensazione della salma, Giulia si è rivolta al padre con espressioni toccanti. “Eravamo abituati alla tua presenza al punto da darla per scontata - ha detto - e ora è come se fosse crollato un pilatro della nostra famiglia. Hai vissuto in un mondo corrotto, proprio tu che difendevi a spada tratta la giustizia. Il tuo giardino ha prodotto frutti preziosi e io e Mattia abbiamo potuto contare su un grande padre e un grande uomo e ora la tua forza sarà per noi un riferimento. Andremo avanti senza di te, anche se ora in realtà vorremmo soltanto tornare indietro”.

E’ infine Marco, un collega di Guitto alla “Gilardoni Raggi X”, a ricordarlo con la voce rotta dall’emozione: “Sono stato accanto a te per dieci anni e mi hai insegnato tanto perché la collaborazione con te è stata molto intensa. Grazie per quello che hai cercato di farci capire, per la tua semplicità e pacatezza e per la tua capacità di mediare”.

Accanto all’altare il labaro listato a lutto della sezione comunale di Mandello dell’Avis, oggi presieduta dalla moglie di Guitto, che fu a sua volta nel consiglio dell’associazione dei donatori di sangue. Alla fine, al primo banco della chiesa, quel lungo, tenero abbraccio tra Chiara, Giulia e Mattia. E un applauso per l’ultimo saluto a Marco.

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