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| La casa di accoglienza "Famiglia dell'Ave Maria" di Mandello Lario. |
(C.Bott.) Villa Maggio chiude. La casa di accoglienza “Famiglia dell’Ave Maria” situata a Mandello Lario lungo la Provinciale 72, appena prima dell’abitato di Olcio, è stata venduta a una società della provincia di Varese.
Gestita fin dal 1978 dai coniugi Lucia e Giuliano Pedroncelli, la struttura circondata da un ampio parco affacciato sul lago (la sua costruzione risale ai primi anni del Novecento) si lega al nome di Maddalena Carini, nativa della provincia di Pavia, che della “Famiglia dell’Ave Maria” fu all’inizio degli anni Cinquanta la fondatrice e la cui esistenza è stata contrassegnata dalla preghiera e dalla sofferenza, sempre accettata come occasione di offerta per il bene degli altri e come mezzo per la salvezza delle anime.
Era andato non a caso a lei, poco meno di un anno fa, il primo “grazie” di Lucia Giavarini - entrata a far parte della “Famiglia dell’Ave Maria” nel 1961 - nel momento in cui il Comune di Mandello in una cerimonia che si era tenuta al “De André” aveva consegnato a lei e appunto a suo marito Giuliano la civica benemerenza. “La casa di accoglienza è sua - aveva detto - ed è lei che ci ha insegnato ad amare tutti”. Una dedica tanto sentita quanto sincera.
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| Lucia Giavarini e Giuliano Pedroncelli. |
Significativa la motivazione che accompagnava il riconoscimento: “Responsabili della casa di accoglienza a Villa Maggio, hanno accolto fragili ed emarginati. Non hanno mai detto no alle richieste di aiuto di chiunque, con semplicità e discrezione. Lucia e Giuliano incarnano con la loro vita quotidiana un modello di umanità generosa, sacrificio personale e sollecitudine fraterna valori oggi rari. Sono esempio per tutta la nostra comunità e orgoglio per Mandello”.
Soltanto qualche mese prima i coniugi Pedroncelli avevano ricevuto dal vescovo di Pavia, monsignor Corrado Sanguineti, le onorificenze pontificie per i meriti acquisiti nel lungo servizio svolto presso la struttura mandellese. Un riconoscimento carico di significati, un segno di gratitudine per un servizio silenzioso e fedele durato quasi cinquant’anni.
“La consegna dell’onorificenza - aveva scritto in quell’occasione il sito Internet della diocesi pavese - ha voluto esprimere riconoscenza per l’impegno, la dedizione e la testimonianza cristiana che Lucia e Giuliano hanno offerto in questi anni, contribuendo a rendere Villa Maggio un luogo di pace, accoglienza e spiritualità”. E la “Famiglia dell’Ave Maria”, che ha la sua sede centrale a Sanremo, scriveva: “Lucia e Giuliano nei molti anni che hanno dedicato alla “Famiglia dell’Ave Maria” con il loro servizio sono un bellissimo esempio di spirito di sacrificio e di accoglienza cristiana. Accoglienza rivolta soprattutto alle famiglie in difficoltà e alle famiglie con figli speciali. Hanno aiutato chi si trovava in difficoltà economiche e confortato chi ne aveva bisogno. Non si sono mai concessi vacanze dal loro impegno, sempre dandosi da fare per gli altri con semplicità e sollecitudine fraterna”. E ancora: “A chi frequenta Villa Maggio non fanno mai mancare un sorriso e una parola buona. Nonostante il lavoro quotidiano sia gravoso, lo hanno affrontato come suggeriva la serva di Dio Maddalena Carini: un’Ave Maria, un sorriso e… avanti”.

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