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| Massimo Gilardoni (1972-2026). |
Tre mesi fa moriva a Mandello Lario Massimo Gilardoni. Era il 4 agosto. Un’amica corista lo ricorda con questa sentita testimonianza:
Max, sono passati tre mesi ma ancora non riesco a entrare in chiesa al Sacro Cuore, guardare verso il “tuo” organo e non vederti là, sorridente, che canti, che suoni e che inviti l’assemblea a rispondere.... Sì, perché la musica era la tua vita, la tua passione e da lì anche il nome del tuo b&b di Olcio.
Quanta dedizione tutte le domeniche, anche quando eri più giovane e magari c’era la voglia di divertirsi! Invece tu avevi il tuo impegno e lo hai sempre rispettato, fino all’ultimo. Manchi tanto, sai, mancano le tue battute pungenti, gli scambi di opinione, i tuoi consigli saggi e i tuoi incoraggiamenti quando magari durante le prove di canto eravamo stanchi e tu non mollavi fino a che si era imparata la parte.
Non riesco assolutamente a capacitarmi di venire in quel piccolo cimitero da cui mi guardi in quella bella foto e sorridi. Io non riesco a sorridere perché mi scende ogni volta una lacrima, se ripenso a come la vita sia stata troppo breve per te. Avevi ancora tante cose da fare e le avresti portate a termine con il tuo intuito e la tua determinazione.
Peccato che il destino ci abbia riservato così poco tempo per salutarci come si deve; stavi male e non ho potuto farlo come avrei voluto, amico mio, abbracciandoti forte come facevamo negli ultimi mesi dopo esserci guardati increduli per quel male ingiusto che ti era capitato. Ho pregato tanto che non fosse vero quello che mi dicevi circa la tua salute, ma purtroppo è andato tutto come non avremmo voluto e ci hai lasciati qui sbigottiti e increduli.
Continua a sorridere da quella foto, spero che il tempo aiuti anche noi a fare lo stesso, pensando a te!
Un’amica corista


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