04 novembre 2026

Mandello Lario. Gli alpini al monumento ai caduti: “Si rinnova un legame con la storia del paese”

Il capogruppo Claudio Bianchi: “Onorare chi ha perso la vita in guerra significa impegnarsi affinché altri giovani non debbano conoscere lo stesso destino”

L’iniziativa è dell’Associazione nazionale alpini e l’appuntamento si rinnova ogni anno, la sera del 3 novembre, davanti ai monumenti ai caduti e alle lapidi di tutta Italia. Alla vigilia della Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate l’omaggio a quanti hanno sacrificato la vita per la patria si è ripetuto ieri anche a Mandello Lario, dove le penne nere si sono date appuntamento presso il monumento in piazza Garibaldi per leggere il messaggio del presidente nazionale, Sebastiano Favero, e per un momento che unisce idealmente migliaia di penne nere - dalle grandi città fino ai più piccoli paesi - in un unico, grande abbraccio nel ricordo di chi non è tornato.

Nel messaggio di quest’anno il presidente dell’Ana ha richiamato il significato del IV Novembre, sottolineando come questa ricorrenza meriterebbe di tornare a essere una festività nazionale. Particolarmente significativi i richiami alle difficoltà del nostro tempo, segnato da incertezze internazionali e da un crescente disagio sociale, soprattutto tra le giovani generazioni, e all’esigenza di trasmettere quei valori di solidarietà, senso del dovere, responsabilità e servizio che costituiscono il patrimonio morale dell’Ana.

“Per noi alpini di Mandello - afferma il capogruppo Claudio Bianchi - ritrovarci davanti al monumento ai caduti significa rinnovare un legame con la storia del nostro paese, con le sue famiglie e con quei concittadini che hanno pagato il prezzo più alto delle guerre. Il loro sacrificio non deve essere ricordato soltanto nelle ricorrenze ufficiali ma deve aiutarci a comprendere quanto siano preziose la pace e la libertà e quanto sia importante custodirle attraverso i comportamenti di ogni giorno”.

“In un’epoca in cui le immagini delle guerre tornano purtroppo a occupare quotidianamente le cronache - aggiunge - il ricordo dei caduti assume un significato ancora più profondo. Onorare chi ha perso la vita in guerra significa anche impegnarsi affinché altri giovani non debbano conoscere lo stesso destino. E la cerimonia di ieri sera è stata un piccolo gesto, parte di una grande testimonianza collettiva”.


 

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