01 gennaio 2024

Sertung e la sua gente chiamano. Ongania: “Il rifugio "Mandell bass" va avanti, ora non lasciateci soli”

(C.Bott.) Il progetto era stato lanciato nel 2022 e all’inizio del 2023 dal Nepal erano giunte le immagini che documentavano i primi passi mossi in direzione della realizzazione di una casa-rifugio destinata a sorgere nella Rubi Valley, alla base del gruppo del Ganesh himalayano, e a portare il nome di Mandello Lario, anzi di “Mandell bass”. Un progetto ambizioso, anzi un vero e proprio sogno cullato da Oscar Ongania e da subito condiviso dall’amico Fabio Bartesaghi dopo un trekking da loro effettuato proprio in terra nepalese. Un’avventura indimenticabile, che aveva visto i due mandellesi raggiungere il Paldor Peak, montagna la cui vetta sfiora i 6.000 metri.

Un sogno, quello della casa-rifugio, che da qualche mese ha iniziato a divenire realtà. L’ha constatato proprio Ongania, che nelle scorse settimane con la sua compagna Nadia ha raggiunto nuovamente il Nepal. L’occasione? Effettuare un nuovo trekking di quindici giorni -una settimana in tenda, un’altra nelle case da tè - nella Valle di Sertung attraverso la Rubi Valley, percorrere altri sentieri, raggiungere il Pangsang Pass e il Khurpudanda Pass, scoprire affascinanti paesaggi e familiarizzare con la gente del posto. Ma anche verificare e documentare con video e immagini lo stato di avanzamento dei lavori. E per Oscar è stata una grande e gradita sorpresa.

“Gli scavi sono iniziati e ad oggi sono già state ultimate le fondamenta grazie a lavori semplicemente incredibili - dice - Non immaginavo infatti che le opere di costruzione dovessero essere realizzate in condizioni tanto precarie. Gli scavi sono stati effettuati senza l’ausilio di ruspe e macchinari vari ma semplicemente con vanghe e badili, fino a scendere appunto con le fondamenta fino a oltre due metri e tutti i ferri di armatura piegati a mano”.

“Qualche macchinario di tanto in tanto arriva - specifica Ongania - ma non sempre. Basti dire che nella stagione dei monsoni, dunque nei mesi di maggio, giugno, luglio e agosto, la zona è pressoché irraggiungibile per le frane e per tanti altri motivi. La sabbia occorrente per la costruzione viene recuperata dal fiume, raggiungibile scendendo per oltre 1.000 metri di dislivello, e trasportata tramite 20 o 30 muli in sacchi ciascuno di almeno 50 chili, con persone che appunto scendono e poi risalgono fino a raggiungere il villaggio anche tre volte al giorno”.

Il villaggio dove sorgerà il rifugio “Mandell bass”, appunto. “Il progetto che sta prendendo forma non sarà soltanto quello di un singolo sherpa o di un piccolo gruppo di persone - osserva ancora il mandellese - ma per l’appunto proprio quello di un intero villaggio, dove vivono tra le 2.800 e le 3.000 persone. Lì sono tutti al settimo cielo, consapevoli che quella casa-rifugio cambierà la vita a tanti, anche perché quella valle non ha a tutt’oggi neppure una casa da tè pur essendo il campo base per vari trekking o per le terme situate a un paio d’ore e mezzo di distanza. Portare lì turisti ed escursionisti vuol dire portare lavoro, significa essere accolti e ospitati da guide e da sherpa e per i contadini del posto vorrà dire vendere le loro verdure e la loro frutta, senza dimenticare che raggiungere quelle terre vuol dire conoscere la cultura tamang del villaggio”.

Nel suo viaggio di dicembre in Nepal Ongania ha avuto anche modo di incontrare l’ingegnere al quale è stato affidato il progetto, che d’ora in avanti aggiornerà proprio Oscar sull’andamento dei lavori. “Ci siamo seduti a un tavolo - spiega - e abbiamo definito il nuovo progetto, ampliato e che ora prevede la realizzazione di camere su due piani oltre alla cucina al piano superiore, dove troveranno posto una impastatrice e un altro macchinario per fare il pane, il cui costo si aggirerà sui 6.000-7.000 euro”.

Quindi un vero e proprio appello alla cittadinanza mandellese: “Chiunque crede in questo ambizioso progetto, e penso a privati cittadini, a enti o a aziende, non ci lasci soli! Ad oggi sono stati raccolti oltre 16.000 euro, ma ci servono donazioni e contributi e a questo riguardo è possibile effettuare bonifici presso la Global Ime Bank - Jaya Ram Tamang. L’IBAN da indicare è 00907010076248 (swift code number GLBBNPKA - Address: Thamel, Kathmandu). Un’avvertenza importante: i soldi devono arrivare a destinazione direttamente in Nepal ma è fondamentale che io venga messo al corrente di ogni singolo bonifico per consentirmi di tenere aggiornati tutti i conti e per farlo basterà contattarmi o inviarmi un messaggio Whatsapp al 348-11.95.552”.

“A breve - conclude Ongania - organizzerò una o più serate per mostrare le immagini e il video documentario del trekking mio e di Nadia e naturalmente l’andamento dei lavori. L’ingegnere mi ha detto: “E’ dura, qui, andare avanti”. Ma vogliamo e dobbiamo farcela, a ogni costo. Un gruppo di muratori ha raggiunto di recente dalla zona occidentale del Nepal il villaggio di Sertung dopo 17 ore di pullman e altre 9 ore su jeep e vi rimarrà per un paio di mesi. Cinque persone del luogo costruiranno il muro in sasso e l’interno, ricoperto con mattoni, verrà totalmente perlinato”. Il Nepal chiama, Mandello Lario vuole rispondere.























 

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