(C.Bott.) Erano in migliaia oggi a Padova, dentro la Basilica di Santa Giustina, per l’ultimo saluto ad Alex Zanardi. Tra loro Bebe Vio, Alberto Tomba e i “suoi” ragazzi di “Obiettivo3”. Poi personaggi del mondo istituzionale e dello sport. E c’era anche don Agostino Frasson tra i sacerdoti che hanno celebrato le esequie del grande campione paralimpico presiedute da don Marco Pozza, cappellano del carcere “Due Palazzi” di Padova, amico personale dell’ex pilota automobilistico morto il 1° maggio all’età di 59 anni.
Il responsabile di “Casa don Guanella” di Lecco aveva conosciuto bene Zanardi. E già nelle ore successive alla notizia della sua morte aveva detto: “La sua scomparsa mi rattrista ma la sua fede ci stimola a spianare gli ostacoli”.
Alex era stato il grande protagonista della serata che proprio don Agostino aveva organizzato all’auditorium della “Casa dell’economia” nel dicembre 2014 per lanciare il progetto di agricoltura sociale che stava sorgendo presso Cascina don Guanella a Valmadrera.
Del rito funebre che si è concluso da poco don Agostino dice: “E’ stata una celebrazione a cui tutti hanno partecipato con il cuore. Alex ha saputo insegnarci a vedere la vita non come un bicchiere per metà pieno e per l’altra metà vuoto ma come capacità di avere sempre sete, di non accontentarci mai dei successi raggiunti e di andare oltre quello che gli occhi vedono”.
Poi l’annuncio che prossimamente verrà organizzato un evento celebrativo a Cascina don Guanella “perché lui lì ha lasciato il segno, un segno tangibile per il sostegno che proprio grazie a Zanardi la Fondazione Vodafone ci ha dato”.
.jpeg)
.jpeg)
Nessun commento:
Posta un commento