“A chi ha il problema dell’alcol dico: Non nascondetevi dietro una maschera, non rischiate di perdere quello che amate di più al mondo, chiedete aiuto”
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| Donatella Muti |
Una riflessione tanto sincera quanto significativa. A inviarcela è la mandellese Donatella Muti e quella che segue è la sua preziosa testimonianza:
L’11 maggio, dunque tra pochi giorni, raggiungerò il traguardo dei 35 anni di sobrietà. Il vino era diventato tutto per me, per affrontare qualsiasi cosa io bevevo. Non vedevo l’ora che mio marito andasse al lavoro per aggrapparmi alla bottiglia. Non mi stavo accorgendo, però, che quel vino era diventata una dipendenza.
Dopo tre anni dal mio alcolismo, visto e considerato che da sola non riuscivo a smettere, mio marito decise di farmi frequentare il Centro alcolisti in trattamento e mi disse queste testuali parole: “O smetti di bere o ti porto via i figli e non mi vedrai più”.
Pur di non perdere i miei familiari ci andai. Avevo paura, avevo ansia, pensavo che mi avessero giudicato come un'alcolizzata, una madre e una moglie che non valeva nulla. Invece no, trovai persone meravigliose, persone che già erano uscite dal problema ed erano pronte ad aiutarmi con il sorriso sulle labbra. Iniziò così la mia sobrietà (con l’aiuto anche dell’Antabuse, un farmaco che se ci bevi sopra puoi stare malissimo e che soltanto un familiare può somministrarti).
I primi tempi ho fatto fatica a non bere. Ero combattuta tra il bere o perdere i miei figli e mio marito. Passarono i mesi e i giorni di sobrietà diventavano sempre di più, fino a riconquistare pian piano anche la fiducia dei miei familiari.
È stato molto importante l’aiuto di mio marito e dei miei figli ed è per questo che dico a quelle famiglie che hanno figli, mariti, mogli con il problema dell’alcol: “Non nascondetevi dietro una maschera, non rischiate di perdere quello che amate di più al mondo, chiedete aiuto”.
Anni fa ho scritto una poesia letta anche su Rete 4 in un programma in cui si parlava proprio dell’alcolismo. Si intitola “La voglia di…”. Eccola: “Uno stretto e lungo tunnel / il buio, la solitudine/ la voglia di morire / Delle luci all’orizzonte/ le luci del C.A.T, la voglia di riconquistare le cose perdute / La voglia di ritornare se stessi / La voglia di ricominciare a vivere”.
Donatella Muti (Mandello Lario)

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