05 novembre 2026

Hospice Resegone e cure domiciliari con attività assistite con animali, “Michy… sempre con noi” c’è!

Il sodalizio di Abbadia Lariana sostiene l’associazione “Fides” in questo progetto attuato in collaborazione con l’équipe della Struttura semplice di cronicità, terapia del dolore e cure palliative pediatriche dell’Asst di Lecco

(C.Bott.) La finalità del progetto è migliorare la qualità della vita del paziente sottoposto a cure palliative domiciliari e del suo nucleo familiare attraverso un intervento relazionale complementare, personalizzato e integrato all’interno del percorso di cura multidisciplinare.

Obiettivi specifici sono ridurre il senso di solitudine, la tensione emotiva e gli stati d’ansia del paziente, favorire momenti di benessere e conforto nel contesto domiciliare, sostenere l’espressione emotiva e la comunicazione non verbale, facilitare interazioni positive tra paziente, familiari e operatori e offrire ai caregiver uno spazio di alleggerimento emotivo e di relazione diversa rispetto alla routine assistenziale. Inoltre valorizzare la storia personale e affettiva del paziente, anche attraverso la rievocazione autobiografica.

Finalità e obiettivi racchiusi all’interno del progetto denominato “Un legame oltre il tempo” basato su attività assistite con animali nelle cure palliative pediatriche domiciliari. A portarlo avanti è l’associazione “Fides” con il sostegno dell’associazione “Michy... sempre con noi” di Abbadia Lariana e in collaborazione con l’équipe della Struttura semplice di cronicità, terapia del dolore e cure palliative pediatriche dell’Asst di Lecco.

“Il progetto in questione si basa su un’iniziativa di pet therapy rivolta ai pazienti assistiti a domicilio - spiegano i responsabili dei due sodalizi - con l’intento di offrire un sostegno emotivo, relazionale e psicologico attraverso la presenza e l’interazione con il cane. Nasce dal desiderio di migliorare la qualità della vita dei pazienti, favorendo momenti di serenità, contatto e umanità in un contesto di cura globale della persona”.

Le cure palliative domiciliari, si sa, costituiscono una componente essenziale della rete assistenziale e sono finalizzate alla presa in carico globale della persona affetta da una patologia cronica evolutiva o in fase avanzata di malattia, con attenzione ai bisogni clinici, psicologici, relazionali, sociali ed esistenziali. In questo quadro il domicilio rappresenta non soltanto il luogo della cura, ma anche lo spazio in cui si intrecciano fragilità, affetti, memorie e significati personali, che richiedono interventi capaci di sostenere la qualità della vita.

L’integrazione di “AAA”, acronimo di “Attività assistite con animali”, all’interno del percorso domiciliare si colloca in una prospettiva di cura centrata sulla persona. Non a caso le linee guida nazionali di queste stesse attività definiscono criteri operativi, figure professionali, condizioni di sicurezza e requisiti di tutela del benessere animale, rendendo possibile l’attivazione di interventi strutturati anche in contesti socio-sanitari complessi.

“In un percorso di malattia avanzata - evidenziano sempre i promotori del progetto - la permanenza al proprio domicilio può rappresentare per il paziente una condizione di maggiore intimità e dignità, ma anche un contesto in cui emergono vissuti di solitudine, tristezza, paura, perdita di ruolo e riduzione della vita relazionale”. “Anche i caregiver familiari - aggiungono - sono frequentemente esposti a un carico assistenziale ed emotivo elevato, con progressiva riduzione degli spazi di sollievo. In una simile cornice la presenza del cane può costituire una mediazione relazionale significativa. La relazione con l’animale può infatti favorire rassicurazione, vicinanza emotiva, regolazione dell’attivazione interna, espressione affettiva e comunicazione non verbale”.

La stessa letteratura ha del resto sottolineato il possibile ruolo della pet therapy come intervento complementare nelle cure palliative, evidenziando il valore relazionale, simbolico e affettivo dell’animale nel fine vita.

Il progetto, attuato non soltanto a domicilio ma anche presso l’hospice “Resegone” dell’ospedale di Lecco, si fonda quindi sulla convinzione che l’inserimento di incontri domiciliari con un cane adeguatamente formato, condotti da operatori qualificati e integrati con l’équipe di cure palliative, può offrire al paziente e alla famiglia un’esperienza di sollievo, continuità affettiva e umanizzazione del percorso assistenziale.

Nessun commento:

Posta un commento