19 settembre 2026

Dal Cai centrale il titolo di “custode delle Terre alte” al mandellese Nello Scenini, classe 1927

Il premio riconosce idealmente l’intensa attività svolta da decenni dal gruppo di volontari del Cai Grigne attivi nella commissione sentieri del sodalizio alpinistico

Nello Scenini, classe 1927.

(C.Bott.) Il premio va a lui in prima persona ma idealmente riconosce l’intensa quanto proficua attività svolta da decenni, instancabilmente e senza pause, da un gruppo di volontari del Cai Grigne che, attivi nella commissione sentieri del sodalizio alpinistico di Mandello Lario, dedicano energie, passione e tempo alla pulizia e alla manutenzione dei sentieri montani, alla ricostruzione dei muri di sostegno, al rifacimento di tratti di selciato e alla posa della segnaletica e di barriere di protezione, oltre che al recupero di manufatti.

A Nello Scenini, mandellese di Somana, classe 1927 (ha compiuto 99 anni lo scorso 2 agosto), “maestro della pietra”, il Comitato scientifico del Cai centrale ha conferito il titolo di “custode delle Terre alte” per la quotidiana opera svolta a favore dei territori montani.

Un riconoscimento di assoluto prestigio, che si aggiunge alla civica benemerenza da lui ricevuta nel 2021. E una vita, appunto quella di Scenini come degli altri quattro premiati per il 2026 (con il mandellese ci sono Giulio Tollardo, l’associazione “Vieni a vivere a Corezzo”, Luciano Sammarone e Silvano Salvatore di Leo), attraversata da azioni e interventi che hanno contribuito a tenere vivo il legame tra le comunità locali e le aree montane.

Si tratta di un’iniziativa di alto valore simbolico capace di unire esperienze e storie provenienti da ogni parte della penisola e i premiati incarnano diversi aspetti di quella che è possibile definire una montanità tenace ma gentile, votata alla memoria, al servizio e alla condivisione.

Nella motivazione del premio attribuito a Nello Scenini si legge che “nella sua lunghissima vita di artigiano e intagliatore di pietre ha restaurato, insieme alla sua squadra, il sentiero storico del santuario di Santa Maria e molti altri sentieri e edifici delle Terre alte della sua zona”. “Instancabile testimone e profondo conoscitore di un’arte antica dedicata alle montagne e ai loro luoghi - si aggiunge - Scenini incarna i valori di dedizione, coraggio e amore per la comunità che sono colonne portanti del Cai e del corpo degli alpini, di cui fa parte”.

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