(C.Bott.) E’ nato nel 1964, l’anno in cui l’Inter del “mago” Helenio Herrera vinse la prima Coppa dei Campioni della sua storia. Al “Prater” di Vienna i nerazzurri sconfissero in finale il Real Madrid per 3-1 e a segnare due reti fu Sandro Mazzola. “Se sono interista lo devo a mio padre - dice Fabio Bartesaghi, mandellese, ex allenatore - e di Mazzola conservo bellissimi ricordi. E’ stato un grande giocatore, con una tecnica immensa”.
Non poteva mancare, Bartesaghi, oggi pomeriggio ai funerali del “Baffo” celebrati nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano. “Sì, volevo esserci a ogni costo - dice - e neanche a farlo apposta quando giocavo a calcio sul campo dell’oratorio mi chiamavano “Mazzolino”, sicuramente perché me la cavavo abbastanza bene, con il pallone. Quel soprannome mi è rimasto, tanto che ancora oggi molti amici mi chiamano così”.
“Sandro Mazzola è stato un idolo assoluto - aggiunge il mandellese, che in passato ha allenato varie squadre in provincia e tra queste la compagine Juniores della Pontelambrese che un anno vinse la prestigiosa Coppa Lombardia, e che vanta un’esperienza anche nel settore giovanile dell’Atalanta - ed era quasi un dovere oltre che un orgoglio, per me, essere presente per l’ultimo saluto alla leggenda dell’Inter e della Nazionale. E’ stato molto emozionante e porterò dentro di me per sempre questa giornata. Un grande omaggio a un grande campione”.
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