(C.Bott.) “La vostra presenza e la vostra partecipazione a questa celebrazione eucaristica esprimono vicinanza e affetto nei miei riguardi e di questo vi ringrazio. Ma il grazie più grande dobbiamo dirlo tutti noi a Dio, per i suoi doni e nella consapevolezza che Lui è espressione di amore. Il Signore ci chiama a lavorare nella sua vigna, che è poi il mondo in cui viviamo. E in particolare ha chiamato me al servizio sacerdotale”.
Per don Mario Tamola, classe 1941, originario di Gera Lario, è una domenica di festa. E’ la domenica in cui Olcio e la comunità parrocchiale della frazione di Mandello Lario celebrano i suoi sessant’anni di messa. Una festa tanto sentita quanto semplice, com’è nello stile di don Mario, che dal 1966 - appunto l’anno della sua consacrazione da parte del vescovo Felice Bonomini - al 1974 era stato vicario a Mandello Sacro Cuore e che nel corso del suo fecondo ministero oltre alla parrocchia mandellese di Sant’Eufemia, della quale Olcio ha fatto memoria sempre oggi, ha guidato anche la parrocchia di Cremia, paese della sponda occidentale del Lago di Como.
All’omelìa e rifacendosi alla lettura del Vangelo di Matteo della venticinquesima domenica del tempo ordinario l’invito del sacerdote è “a rallegrarci dei doni ricevuti da Dio” e “a non provare in alcun modo invidia per il bene fatto ad altri dal nostro prossimo”. Poi una richiesta al Signore: “A lui chiedo che ognuno sia felice e che ci sia sempre in ciascuno di noi tanto amore per Lui”.
Alla preghiera dei fedeli un’invocazione - “Il Signore custodisca la sua giovinezza nello spirito, rinnovi il suo entusiasmo e lo colmi di grazia e di gioia per il bene compiuto e per quello che continuerà a seminare” - e un auspicio per i suoi familiari, per chi lo ha sostenuto nel cammino e per tutti coloro che hanno segnato positivamente la sua vita e il suo ministero: “Il Signore ricompensi la loro generosità, la loro vicinanza e le loro preghiere”.
Appena sotto l’altare una fotografia di padre Elia Panizza, il missionario clarettiano mandellese morto lo scorso 4 settembre, che proprio quest’anno aveva celebrato il suo giubileo sacerdotale e che oggi avrebbe festeggiato quel traguardo con don Mario.
Al termine della celebrazione la consegna dei doni: una stola, una pisside, il camice e gli arredi sacri utilizzati nel rito del battesimo. Poi a don Mario l’augurio e il ringraziamento di don Giuliano Zanotta, parroco della comunità pastorale mandellese: “Grazie per il servizio al popolo di Dio, impegnato e continuativo, svolto nei tuoi sessant’anni ministero. Continua a esercitarlo con la stessa dignità sacerdotale che richiama la prima messa”. E l’applauso dei fedeli ha sottolineato l’affetto della comunità di Olcio per il suo pastore.
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
Nessun commento:
Posta un commento