16 aprile 2026

Suor Laura Canali dagli Stati Uniti: “Siamo esterrefatti per le parole di Trump contro Papa Leone”

Suor Laura Canali

(C.Bott.) “Tutti siamo rimasti terribilmente esterrefatti per le parole di Trump contro Papa Leone XIV. Queste “fuoriuscite” del presidente degli Usa sono all’ordine del giorno, ma questa volta il limite della ragione e quello del buon senso sono stati di molto oltrepassati”.

Dagli Stati Uniti, dove esercita il suo ministero dal 2010 dopo aver svolto la sua missione anche in Sierra Leone, suor Laura Canali interviene dopo lattacco di qualche giorno fa (ribadito anche nelle ultime ore) di Trump al pontefice. Già in tempo di Quaresima la religiosa originaria di Abbadia Lariana in una sua lettera aveva ricordato come non fosse necessario entrare in una chiesa per partecipare alla via Crucis. “Basta accendere la Tv - aveva scritto - che facendo scorrere notizie e immagini ci fa partecipare alla via Crucis reale dei nostri giorni, ci fa contemplare il Signore crocifisso oggi in tanti fratelli e sorelle intorno al mondo”.

“È da questa convinzione - aveva osservato sempre la missionaria saveriana - che oggi ci viene chiesto di attuare concretamente il grido di Paolo VI “Mai più la guerra”, ripetuto dagli altri pontefici. Papa Francesco diceva che “la guerra è sempre una sconfitta e una perdita, una follia senza scusa” e oggi Papa Leone la definisce come “tragedia”, “follia” e “scandalo” per l’umanità. Oggi come cristiani non possiamo più accettare alcun compromesso, ma dobbiamo denunciare apertamente l’uso delle armi e della guerra che sono la causa di tutti i mali che affliggono il mondo”.

Ora, dopo i ripetuti attacchi di Trump, suor Laura scrive: “Una sua caratterista è il suo narcisismo che non ha né confini né limiti , motivo per cui si sente e deve sentirsi al centro di ogni cosa e tutto deve essere per lui profitto e sostegno alla sua persona. Diversamente, ogni persona e ogni cosa vengono punite, scartate e distrutte. Un’altra caratteristica di Trump è la vendetta come sua arma di difesa per colpire e distruggere il nemico, ossia chi si oppone a lui. Allargando un po’ la cornice, sempre con Trump al centro, c’è il movimento degli Evangelical christians, che raccoglie varie sette protestanti, che puntano a un cristianesimo nazionalista”.

“Già nel suo primo mandato - osserva la religiosa - Trump aveva radunato nel suo Oval office il proprio staff e il sacerdote degli Evangelical per pregare sopra di lui come il Messia atteso, colui che avrebbe riportato l’America a essere grande, prosperosa, potente. Questi incontri di preghiera si susseguono quasi ogni mese, specie in determinate occasioni, chiedendo sempre che il presidente possa compiere la sua missione di salvezza”. “Il 5 marzo - aggiunge - pochi giorni l’inizio della guerra contro l’Iran Paula White, consigliera dell’Ufficio per la fede della Casa Bianca, aveva radunato il presidente e tutto il suo staff nell’Oval office per pregare e aveva paragonato Trump al Cristo morto e risorto. Questo movimento nella sua parte estrema sostiene la supremazia della razza bianca, le armi, il disprezzo degli inferiori”.

Quindi altre considerazioni: “Tornando a Trump, mi sembra di poter dire che con le sue parole lui ha messo in atto la sua vendetta contro Papa Leone, che non ha sostenuto la sua politica contro l’Iran e contro la preghiera del segretario alla Difesa Usa Hegseth alle forze armate americane. Trump ha trovato nel Papa pane per i suoi denti perché, essendo americano e parlando la stessa lingua, ha saputo esprimere in modo chiaro il suo pensiero senza cedere, resistendo con franchezza. In fondo tutto rivela la solitudine e la mancanza di appoggio che Trump sta vivendo in seguito a una scelta che ancora non ha chiare motivazioni. Come mai, però, questo silenzio da parte del suo partito? Tanti repubblicani lo sostengono, altri sanno che andare contro Trump vorrebbe dire perdere il suo appoggio alle elezioni di novembre. C’è anche il silenzio della Chiesa cattolica, che è comprensibile pensando che essa ha sostenuto Trump come presidente per il 56%”.

“Ora però - è l’ultima riflessione di suor Laura Canali - qualche voce inizia a farsi sentire sia tra i suoi sia tra i cattolici, specie dopo le ultime nomine da parte di Papa Francesco e di Papa Leone, con la speranza che si arrivi a una decisione finale per la salvezza dell’America e di tutto il mondo. Penso e credo che se la Chiesa cattolica non si impegna a formare una nuova coscienza morale, sociale, civile e umana anche il Signore Gesù e il suo Vangelo avranno qualche prezzo da pagare”.

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