(C.Bott.) “Chiediamoci se dopo aver ricevuto la Cresima noi siamo realmente cresciuti e se la nostra vita è diventata più forte o se piuttosto non ci siamo adagiati. Preghiamo allora anche per noi stessi e ripensiamo al brano del Vangelo di Luca e ai due discepoli di Emmaus che intrapresero un cammino per incontrare Gesù. Sì, dobbiamo avere ben chiaro che ciò che veramente conta è il nostro incontro con il Signore, l’incontro più grande e decisivo per la nostra vita”.
E’ stato per gli adulti il primo messaggio di monsignor Antonio Filipazzi, dal 2023 nunzio apostolico in Polonia, oggi ad Abbadia Lariana per amministrare la Cresima a diciotto ragazze e ragazzi. “Dobbiamo averla, questa consapevolezza - ha detto il prelato rivolgendosi ai fedeli nella chiesa di San Lorenzo - e dobbiamo chiederci quale attenzione siamo soliti dare alla parola di Dio”.
Poi il suo riferimento al sacramento della Confermazione: “La Cresima ha un forte legame con la celebrazione della messa. Non serve riceverla e poi non andare più a messa o staccarsi dai sacramenti. Ecco allora l’importanza della luce che ci è data dallo Spirito santo”.
Ad ascoltarlo, dentro la parrocchiale, anche Davide Aiello, Valentina Aiello, Tommaso Arnoldi, Zoe Cadenazzi, Mattia Cattaneo, Maya Ferrazzo, Eleonora Figoni, Pietro Fistolera, Marta Gianola, Davide Migliarese, Giovanni Morganti, Elisa Riva, Ginevra Riva, Chiara Ruscigno, Nicola Ruscigno, Prisca Saladino, Giulio Tagliaferri e Maya Viganò, ai quali monsignor Filipazzi ha poi amministrato la Cresima.
Significativi i vari momenti del rito religioso, con il rinnovo delle promesse battesimali, l’imposizione delle mani, la presentazione dei doni e i canti eseguiti dal coro parrocchiale. Il ritornello di quello finale affermava: “Sei come vento che gonfia le vele, sei come fuoco che accende l’amore. Sei come l’aria che si respira libera, chiara luce che il cammino indica”.
In precedenza, alla preghiera dei fedeli un’invocazione recitava: “Per questi ragazzi che hanno appena ricevuto il dono dello Spirito santo, perché il loro cuore continui a essere docile alle tue ispirazioni e possano essere in mezzo ai fratelli testimoni sempre più autentici di Gesù Cristo risorto e vivo”.
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