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| La mandellese Giordana Bonacina. |
Non c’è due senza tre e così per il terzo anno consecutivo Giordana Bonacina si è aggiudicata il concorso letterario “Racconti lombardi” promosso da “Historica Edizioni”. Un traguardo significativo che non arriva per caso ma che si inserisce in un percorso coerente e crescente: nel 2024 la mandellese aveva conquistato la giuria con “Amato cielo di Lombardia”, mentre nel 2025 era stata selezionata con “Amore senza fine”, un racconto intimo e struggente dedicato ai propri genitori. Due affermazioni che avevano evidenziato la capacità dell’autrice di unire radicamento territoriale e profondità emotiva.
Con “Di traverso al mondo” - questo il titolo del racconto premiato quest’anno - Giordana Bonacina fa un ulteriore passo poiché la scrittura si fa ancora più personale, quasi viscerale. Il testo è dedicato a sua zia Fausta, figura complessa, segnata da un carattere forte e spesso frainteso dietro cui si nascondeva una sensibilità non immediatamente leggibile.
Per raccontarla, l’autrice ha scelto una metafora potente e profondamente legata al territorio: il “traversone”, il vento che attraversa il Lago di Como, improvviso e tagliente, capace di scuotere l’acqua e annunciare tempesta. Un vento che non chiede il permesso, che non si addolcisce, ma che proprio per questo lascia tracce e “aria pulita”. È in questa immagine che prende forma l’anima del racconto: una figura che non si piega alla necessità di essere compresa ma che esiste nella sua autenticità, anche quando è scomoda. Anche quando è, appunto, “di traverso al mondo”.
La scrittura di Giordana Bonacina si distingue per la capacità di attraversare temi difficili senza filtri né compiacimenti. Nei suoi lavori affronta il dolore, la fragilità, il disagio sociale e la rinascita con uno sguardo diretto, mai superficiale. Non cerca di addolcire la realtà, la racconta. A narrare il senso più profondo di questo percorso è la stessa autrice, che affida alla scrittura non soltanto una forma espressiva, ma una vera e propria necessità esistenziale. “Ho imparato che non tutte le ferite chiedono di essere guarite - dice Giordana - alcune chiedono di essere raccontate. È così che continuo ad andare avanti, trasformando ogni difficoltà e ogni sofferenza in qualcosa che può ancora avere un senso”.
Tre vittorie consecutive in un concorso che raccoglie le molteplici voci del territorio lombardo rappresentano non soltanto un riconoscimento ma una conferma: quella di un’autrice che, passo dopo passo, sta costruendo una propria identità narrativa solida e riconoscibile.


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