09 luglio 2025

Mandello Lario, la squadra del Soccorso alpino è operativa e ora ha un nuovo fuoristrada

Il materiale tecnico occorrente in caso di intervento in montagna, a partire dalla barella e da altri strumenti di soccorso, è già stato piazzato al rifugio Elisa e prossimamente troverà posto anche al “Bietti-Buzzi”

(C.Bott.) Era il 1956 e a Mandello Lario nasceva ufficialmente la squadra di Soccorso alpino del Cai Grigne, che aveva peraltro avuto il suo “battesimo” già quattro anni prima e della quale nel 1953 erano stati approvati statuto e regolamento. Primi componenti furono Tullio Venini (capogruppo), Nino Lozza (vice capogruppo), Renzo Acquistapace, Giuseppe “Det” Alippi, Gigi Alippi, Enrico Bonfanti, Tullio Colombo, Nilo De Battista, Tiziano Gaddi, Romeo Galliani, Andrea Gatti, Mario Lafranconi, Ezio Pennati, Umberto Pennati, Giosuè Poletti, Giorgio Redaelli, Luigi Rompani, Enrico Valsecchi, Annibale Zucchi, Corrado Zucchi e Giovanni Zucchi.

La zona di competenza arrivava fino al rifugio Rosalba, proseguiva per la valle dello Scarettone e la Val Meria fino a raggiungere i rifugi Brioschi, Bietti e Bogani, comprendendo dunque oltre al territorio mandellese anche i comuni di Esino Lario, Varenna e Lierna”.

Alcuni componenti della squadra di Mandello del Soccorso alpino in una foto dei primi anni Sessanta all'ingresso del rifugio Elisa.

“Nel 1972 - ricordava Tullio Venini nel libro “Tra rocce e sentieri” pubblicato nel 1999 per i 75 anni del Cai Grigne - la stazione venne ampliata con l’inserimento della squadra di Dervio. Inoltre entrò a farne parte l’unità cinofila… Gli interventi della squadra erano in media 10 all’anno e purtroppo nell’esercizio del nostro dovere ci capitò di trasportare in paese i corpi di soci della nostra sezione, di nostri amici che avevano dato la vita alla montagna: Enrico Conato, Anna Mainetti, Bruno Cameroni, Luigi Compagnoni, Elio Compagnoni, Arnaldo Ruggiero, Adriano “Moss” Trincavelli”.

Più avanti nel suo scritto Venini ricordava che “la stazione di Mandello del Soccorso alpino ha sempre collaborato alle attività sezionali” e che per quanto riguarda l’aspetto economico “la squadra si reggeva grazie ai contributi di privati, di due banche locali, della delegazione regionale, dell’Azienda soggiorno e turismo di Lecco e dell’amministrazione comunale di Mandello”.

Il nuovo fuoristrada in dotazione alla squadra di Mandello del Soccorso alpino.

Quindi un ricordo risalente al 1979, anno in cui a Nino Lozza, presidente del Cai, fu assegnato il premio di bontà “Umberto Viettone”. “Il Comitato del premio - scriveva Venini - intese accomunare con lui tutti i componenti del Soccorso alpino”.

Si giunse intorno al 2010 e la stazione di Mandello del Soccorso venne chiusa. Dodici anni dopo, dunque nel 2022, è stata ricostituita in paese una squadra operativa (il referente è Andrea Panizza) facente capo alla stazione di Lecco della XIX delegazione lariana del Cnsas. E nel tardo pomeriggio di ieri in piazza Leonardo da Vinci è stato presentato il nuovo fuoristrada di cui la squadra mandellese si è potuta dotare grazie al contributo del Comune di Mandello, della “Cemb”, della Banca di credito cooperativo della Valsassina e della Fondazione comunitaria del Lecchese.

“Il nostro grazie va a quanti hanno contribuito all’acquisto di questo Suzuki Jimny - ha detto Panizza, il quale ha anche spiegato che della squadra avanzata fanno parte attualmente sette elementi, ai quali prossimamente se ne aggiungeranno altri due. “Questo fuoristrada, dotato di sirena, rimarrà a Mandello presso l’area ex Sapio - ha affermato - e ci consentirà di poterci muovere anche nei territori dei vicini paesi di Abbadia Lariana e Lierna, supportati dalla stazione di Lecco”.

Massimo Mazzoleni, capostazione di Lecco, ha sottolineato come Mandello sia sempre presente quando si tratta di effettuare operazioni di soccorso e ha spiegato che il materiale tecnico occorrente in caso di intervento in montagna, a partire dalla barella e da altri strumenti di soccorso, è già stato piazzato al rifugio Elisa e prossimamente troverà posto anche al rifugio “Bietti-Buzzi”.

Marco Anemoli, delegato della XIX delegazione lariana, ha evidenziato come la popolazione sia sempre vicina al Soccorso alpino e la sinergia in atto con le amministrazioni comunali e gli enti attivi sul territorio.

Parole di elogio e apprezzamento al Soccorso alpino sono giunte anche dal sindaco di Mandello, Riccardo Fasoli, da Maria Grazia Nasazzi, presidente della Fondazione comunitaria del Lecchese, e da Giovanni Combi, presidente della BCC della Valsassina.





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