I vertici dell’Azienda socio-sanitaria territoriale di Lecco: “Non sarebbe giusto né onesto non tenere il passo dei tempi non adeguandosi ai cambiamenti e perdendo preziose opportunità”
(C.Bott.) “Come ASST abbiamo dovuto necessariamente adeguarci alle norme nazionali ed europee varate negli anni successivi alla pandemia di Covid e il piano di ripresa e resilienza nato in pochi mesi e poi divenuto vincolante aveva tra l’altro previsto l’istituzione delle case della comunità, le nuove strutture socio-sanitarie territoriali con funzioni di assistenza sanitaria primaria, prevenzione, presa in carico dei soggetti fragili e attività specialistica ambulatoriale organizzate nell’ottica della riorganizzazione e del potenziamento del servizio di continuità assistenziale”.
Marco Trivelli, direttore generale dell’Azienda socio-sanitaria territoriale di Lecco, ha introdotto con questa considerazione l’incontro pubblico che si è tenuto ieri al teatro “Fabrizio De André” per spiegare le cause che hanno portato alla chiusura a Mandello Lario del servizio di guardia medica.
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| Marco Trivelli, direttore generale dell'ASST di Lecco. |
“La nuova norma parla di una casa della comunità ogni 50.000 abitanti - ha detto - Come dire, otto in provincia di Lecco e 200 in Lombardia, con presenza del medico e infermieristica sette giorni su sette. Spiace aver perso il servizio a Mandello e dobbiamo scusarci per non esserci relazionati dopo dicembre con i sindaci di Mandello, Abbadia Lariana e Lierna, ma alla scelta attuata non c’erano alternative e fin d’ora posso assicurare che le case della comunità, compresa dunque quella di Bellano cui ora devono fare riferimento i cittadini di questi tre comuni, saranno una presenza importante, una realtà viva e costituiscono una soluzione affidabile e sicura”.
“Lo ripeto - ha aggiunto il direttore generale - perdere quel servizio attivo da così tanti anni a Mandello con il prezioso supporto del Soccorso degli alpini è sicuramente un impoverimento ma la guardia medica così come era concepita sta cambiando perché non sempre all’altezza delle attese e delle nuove esigenze e non sarebbe giusto né onesto immaginare di non tenere il passo dei tempi non adeguandosi ai cambiamenti in atto e perdendo preziose opportunità”.
Trivelli ha quindi ricordato che da luglio del 2025, data dell’entrata in funzione del 116.117, il nuovo numero da comporre per richiedere assistenza e prestazioni, al 4 febbraio scorso in tutta la provincia di Lecco gli accessi notturni alla guardia medica sono stati 570, a fronte di un costo di un milione di euro. In quello stesso periodo sul territorio mandellese i contatti notturni sono stati 67. “Ecco - ha ribadito il direttore generale - capisco i disagi denunciati dalla popolazione ma è nostro dovere dare risposte sanitarie efficaci. Per le urgenze, poi, a Lecco c’è il Pronto soccorso, come anche a Merate. Malconcio e che costringe a lunghe attese? E’ vero, però c’è e posso garantire che tutti i casi urgenti vengono intercettati nel giro di non più di due ore”.
Sulla stessa lunghezza il dottor Eugenio Scopinaro, del dipartimento Cure primarie, il quale è entrato nel merito dell’importanza di comporre il 116.117 per mettersi in contatto con un medico o con un operatore competente, che a seconda delle necessità valutano se rispondere direttamente all’utente oppure se trasferire la sua richiesta al servizio di emergenza territoriale (118 o 112).
“Non uscite di casa - gli ha fatto eco il dottor Gianluca Peschi della direzione socio-sanitaria dell’ASST lecchese - e in caso di necessità telefonate al 116.117”.
Dal canto suo il direttore del distretto di Bellano della stessa Azienda socio-sanitaria, Antonio Cusumano, ha invitato a non concentrarsi esclusivamente su un servizio che è stato delocalizzato ma ad essere ottimisti “perché con il tempo i risultati positivi di questa riorganizzazione si vedranno”. “Stiamo lavorando e possiamo assicurarvi che ce la stiamo mettendo tutta - ha affermato - ma dateci il tempo necessario per adeguarci alle nuove norme e credete in quanto stiamo facendo”.
All’incontro pubblico di ieri con il sindaco di Mandello, Riccardo Fasoli, c’erano anche i primi cittadini di Abbadia Lariana e Lierna, Roberto Azzoni e Simonetta Costantini. Fasoli ha sottolineato l’importanza di valutare la sostenibilità della struttura che accoglie il poliambulatorio di Mandello. “Fin dai prossimi mesi - ha tenuto a precisare - metteremo in atto adeguati interventi per far sì che gli utenti possano disporre dei migliori servizi possibili”.
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