(C.Bott.) L’ultimo saluto, carico di commozione e tenerezza, gliel’ha tributato sua figlia Letizia al termine delle esequie. “Quando si ha tutto, tutto è scontato, ma nel momento in cui si perde qualcuno allora riaffiorano i ricordi dei momenti che ci hanno cambiato la vita. Sì, perché gli insegnamenti e l’esempio di un genitore la vita la cambiano”, ha detto anche a nome della sorella Graziella e dei fratelli Mauro e Corrado.
A Mandello Lario è il giorno del rito funebre di Enrico Mambretti, morto sabato scorso all’età di 86 anni. “Sei stato un grande esempio di impegno nel lavoro - ha aggiunto Letizia - di generosità verso gli altri, di dolcezza nel coccolare prima noi figli poi i tuoi nipotini e soprattutto un grande esempio di amore, quello verso la nostra mamma”.
Quindi i ricordi delle estati trascorse in Ortanella: “Lì giocavi a carte con i tuoi nipoti, insegnando loro i trucchi che ti avevano fatto diventare un campione di scala quaranta. Sempre in Ortanella hai insegnato a fare l’orto, a come piantare e far crescere le verdure che i bambini raccoglievano con cura. E sempre lì ci sono i ricordi delle passeggiate nei boschi per andare a far funghi… Che bei momenti abbiamo vissuto insieme!”.
E’ ancora Letizia a “raccontare” suo padre nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore. “Ci piace ricordarti a Olcio - afferma - un po’ di nascosto a fumare una sigaretta perché anche tu eri un monello, ma il bello della vita è questo, avere anche un momento soltanto per se stessi… Tanti ti ricorderanno quando portando la spesa nelle case facevi le tue battute spiritose per rallegrare le giornate dei tuoi clienti”.
Infine il tempo della malattia (“L’hai affrontata con serenità e con la stessa serenità hai intrapreso questa tua nuova avventura”) e il congedo: “Ci manchi già, ma sappiamo che ora sei nelle braccia del Signore, con tutti i tuoi cari. E tu vivrai sempre nei nostri cuori”.
Durante la celebrazione don Giuliano Zanotta aveva ricordato che “soltanto Dio giudica le persone” e che “è Lui a dire quanto ciascuno di noi vale, umanamente e spiritualmente”. “Chi vive nel Signore entra allora nella logica del Vangelo - aveva detto il parroco della comunità pastorale di Mandello - ed è consapevole che la gioia è nel dono. E’ bello, allora, essere cristiani ed Enrico nella sua vita ce lo ha insegnato. Lui ha anche sofferto ma il tempo della sofferenza non sarà senza un premio”.
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
Nessun commento:
Posta un commento