Dal gruppo consiliare di “Casa Comune per Mandello democratica” riceviamo:
Nel consiglio comunale del 16 luglio il gruppo consiliare di “Casa Comune” ha presentato un’interrogazione sull’ordinanza sindacale numero 15/2026 e sul regolamento di accesso all’area del Lido comunale adottato dalla Canottieri Moto Guzzi.
Abbiamo sollevato questioni precise e documentate: il mancato coinvolgimento del consiglio comunale nell’adozione di provvedimenti che incidono sui diritti di tutti i cittadini; i controlli illegittimi imposti all’ingresso del Lido come l’esibizione di documenti d’identità, l’ispezione e la perquisizione delle borse (anche degli zaini dei bambini), l’esclusione dall’accesso libero dei minori non residenti nei tre comuni convenzionati, se non accompagnati da un adulto; l’utilizzo di strumenti giuridici di dubbia legittimità - l’ordinanza si fonda su norme del tutto inadeguate alle finalità dichiarate - e la delega a un soggetto privato di compiti propri delle autorità di pubblica sicurezza, in violazione di princìpi costituzionali fondamentali.
Va detto con chiarezza, perché non vi sia equivoco: “Casa Comune” condivide l’impegno per la sicurezza del Lido e per la corretta gestione degli accessi in un’area ad alto afflusso estivo. Non è mai stata in discussione la necessità di strumenti adeguati a garantire ordine, decoro e fruizione sicura di uno spazio pubblico che appartiene a tutta la comunità. A conferma di ciò, abbiamo a suo tempo dato la disponibilità a sostenere l’Amministrazione Fasoli - presso le autorità competenti -nell’esigere un maggior presidio sulla sicurezza in paese.
La risposta del sindaco è stata letta velocemente e non ha affrontato nel merito nessuno dei punti sollevati. Sui controlli alle borse e sulle fotografie ai documenti d’identità, un generico “verificheremo”. Per il resto un attacco politico insensato all’Amministrazione Mariani per la convenzione sottoscritta con la Canottieri ben vent’anni fa (!), convenzione che la stessa Amministrazione Mariani ereditava dall’Amministrazione Siani e di cui si fece carico per correttezza istituzionale e alcuni passaggi in difesa del proprio operato.
Nella replica abbiamo ribadito che chi invoca l’ordine pubblico e il rispetto delle norme non può conseguirli con strumenti di dubbia legittimità. Abbiamo citato gli articoli 3, 13 e 16 della Costituzione, non come esercizio accademico ma come parametri di giudizio di atti concreti che al Lido hanno prodotto conseguenze altrettanto concrete su persone reali.
Quanto accaduto non è però riducibile a una questione di atti amministrativi “mal redatti”. Chiama in causa tre questioni politiche di rilievo generale che questo gruppo intende continuare a porre con determinazione, come del resto ha fatto anche giovedì scorso in consiglio comunale.
La prima riguarda il ruolo del consiglio comunale. Il Consiglio è il massimo organo politico-istituzionale rappresentativo della comunità. Provvedimenti che incidono sui diritti soggettivi dei cittadini - la libertà di accedere a un luogo pubblico, la libertà personale, il diritto alla parità di trattamento - non possono essere adottati aggirando la sede in cui quella rappresentanza si esprime. Non è una questione di procedura, è una questione di democrazia.
La seconda riguarda l’uguaglianza davanti alla legge. L’articolo 3 della Costituzione non ammette deroghe: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni. Un sistema che tratta diversamente i minori in base al comune di residenza, che condiziona l’accesso a un’area demaniale pubblica a requisiti che la legge non prevede, che affida a un privato il potere di decidere chi entra e chi no, non è un sistema di sicurezza: è un sistema di discriminazione.
La terza riguarda la libertà di circolazione e il diritto di accesso al demanio pubblico. Il lago è demanio dello Stato, aperto a tutti i cittadini. Condizionarne l’accesso alla disponibilità a subire controlli da parte di soggetti privati - inclusa la perquisizione delle borse dei propri figli - è una compressione della libertà costituzionale di circolazione che nessuna ordinanza sindacale e nessun regolamento, per quanto urgenti, possono legittimare.
Su questi tre piani - democratico, di uguaglianza, di libertà - “Casa Comune” continuerà a esercitare il proprio mandato.
Il gruppo consiliare di “Casa Comune per Mandello democratica”

Il terzo mandato del sindaco Fasoli risente pesantemente del forte sostegno della componente FdI in consiglio comunale. Tutte le caratteristiche negative del governo nazionale vengono trasposte pari pari in quello locale. La sicurezza viene intesa come limitazione delle libertà personali anziché come ricerca di soluzioni più articolate (anche se più difficili da percorrere) tese a ridurre il problema senza incidere sulla libertà del cittadino. I mille decreti sicurezza avevano come scopo proprio questa limitazioni e lo hanno raggiunto in tutte le declinazioni della vita civile e comunitaria. Purtroppo una massiccia propaganda ha fatto sì che molte persone siamo state convinte a barattare una finta sicurezza con la limitazione delle proprie libertà personali.
RispondiElimina