Nella sua ultima
omelìa al “Sacro Cuore” disse: “Penso alle persone che ho conosciuto e che mi
hanno aiutato con la semplicità e la ricchezza della loro fede, con l’esempio
del loro coraggio e della loro bontà e anche con la loro amicizia e la loro
collaborazione disinteressata”
(C.Bott.) “Non posso dimenticare i malati. Volevo
passare da tutti, ma ho potuto salutare personalmente soltanto alcuni di loro.
Comunque porto con me l’elenco dei loro nomi per ricordarli nella preghiera.
Ma, oltre a ricordarvi e a dirvi il mio grazie, devo anche chiedere scusa per
l’impazienza, la fretta con cui posso aver rattristato qualcuno. Vi posso
assicurare che non l’ho mai fatto intenzionalmente. Purtroppo ho un carattere
che molte volte umilia e rattrista anche me...”.




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