22 aprile 2020

Una testimonianza dall’Eritrea: “Così combattiamo il virus, subdolo e traditore”

Padre Protasio Delfini scrive: “Pensare agli altri significa guardare alla loro incolumità per ciò che si può fare in una situazione di incertezza a livello mondiale e di grande paura per noi che non abbiamo il minimo di sicurezza”
(C.Bott.) “Le definizioni che dò sul coronavirus in genere sono desunte da quello che si dice o si scrive, “addomesticate” con il mio modo personale di scrivere. Il Covid-19 non è un organismo vivente, ci dicono gli scienziati, bensì una proteina molecolare coperta da uno strato di grasso lipidico che, assorbito dalle cellule della mucosa oculare, nasale o boccale, cambia il loro codice genetico e le fa divenire aggressive e moltiplicatrici. Quindi è una materia inerte ma malefica, mortale e nello stesso tempo anche fragilissimo. Il virus viaggia con l’aria e le cose, addosso a te, addosso a me: è subdolo, invisibile e traditore. Quanto ciò sia vero lo vediamo dall’ingente bottino che si è fatto in vite umane in questi mesi in Asia come in America, in Europa e altrove. Ha preso per il naso tutti, reso inefficaci i sistemi di protezione, trasformando le città in cimiteri, con morti spesso senza neppure un’identità”.

21 aprile 2020

“Papà, il tuo cervello era una discoteca che si spegneva ma nel tuo corpo c’era ancora musica”

Stefano, uno dei tre figli di Nicola Ruberto, morto il giorno di Pasqua, scrive: “Mio padre era uno di quei “terroni” che ce l’aveva fatta ad aprire un’azienda insieme a sua moglie. E’ riuscito a non farci mancare mai niente”
Nicola Ruberto in una foto dei primi anni Novanta con il piccolo Stefano.
(C.Bott.) Classe 1949, era arrivato sul Lario che era ancora bambino e, ad eccezione dei sei anni - dal 1980 all’86 - trascorsi ad Abbadia Lariana, aveva sempre vissuto a Mandello.

Colico, arrivano 350.000 euro. Al via la ciclopedonale in frazione Laghetto

Monica Gilardi, sindaco di Colico.
“Ancora una volta Regione Lombardia si dimostra attenta e pronta a sostenere i comuni con un’iniezione di risorse pubbliche per far ripartire il sistema lombardo in questo momento difficile, dando così una speranza anche alle imprese e alle attività che dovranno appunto ripartire. Grazie, infatti, al piano straordinario di investimenti messo a punto dalla Regione, anche Colico riceverà un contributo pari a 350.000 euro da destinare a opere pubbliche “cantierizzabili” entro ottobre 2020”.

Oltre 15 milioni per il Lecchese. Micheli: “Fondamentale investire nelle infrastrutture”

Mattia Micheli, capogruppo provinciale di "Libertà e autonomia".
“Qualche settimana fa con il presidente della Provincia, Claudio Usuelli, abbiamo scritto al governatore della Lombardia Attilio Fontana per sottolineare come in questo periodo di difficoltà e di emergenza per il Paese per il rilancio del territorio fosse necessario investire sulle infrastrutture per la mobilità. Ora la nostra richiesta è stata accolta e non possiamo che essere soddisfatti”.

Il 25 Aprile a Varenna. Cerimonia privata in località Montagnetta di Fiumelatte

Sono passati 75 anni dai tragici fatti dell’8 gennaio 1945, quando i fascisti fucilarono in località Montagnetta, a Fiumelatte di Varenna, i partigiani Carlo Bonacina, Giuseppe Maggi e Virginio Panzeri di Lecco, Domenico Pasut di Mandello, Ambrogio Inverni di Bellano e Carlo Rusconi di Vendrogno.

Bellano consegna le mascherine (4 per ogni adulto) e un drappo tricolore

Intanto gli ultimi dati parlano di 40 contagi, più della metà dei quali rappresentati da ospiti di strutture socio-sanitarie del territorio e da dipendenti delle stesse
Antonio Rusconi, sindaco di Bellano.
(C.Bott.) “L’emergenza Covid-19 continua ma iniziano a vedersi significativi segnali di distensione e la nostra comunità sta continuando a lottare con impegno e dedizione. Gli ultimi dati parlano di 40 contagi, più della metà dei quali rappresentati da ospiti di strutture socio-sanitarie del territorio e da dipendenti delle stesse. Anche questo è un segnale del grande impegno sociale della nostra comunità. Abbiamo purtroppo perso cinque nostri concittadini, abbiamo pianto con i familiari e ci siamo stretti idealmente per l’ultimo saluto a don Cesare Terraneo. Abbiamo raccontato la bellissima storia di Elisa, di Andrea e della “mascotte” Davide. Per loro e per una ventina di altri cittadini la paura è passata: sono guariti o tornati negativi”.

Gianbattista Baronchelli e i giorni dell’emergenza: “Ridateci l’Eucaristia, vi supplico”

L’ex campione di ciclismo dalla sua casa nella Bergamasca: “La messa è in assoluto il cibo per lo spirito”. E ancora: “In queste settimane ho riscoperto il gusto di vivere a 360 gradi la mia casa, il mio giardino, i campi…”
Gianbattista Baronchelli nel giardino della sua casa ad Arzago d'Adda, nella Bergamasca.
di Claudio  Bottagisi
“La conversione non si può descrivere. Per me è racchiusa in una data, il 4 aprile 2011. Alle 4.30 di quel mattino mia madre è andata in cielo e la mia vita si è ribaltata.  Così oggi auguro a chiunque di provare quello che io ho vissuto, perché quando hai il Signore hai tutto. Lui tante volte ci dà dei segni, ma non sempre sappiamo coglierli”. Era il febbraio 2016 e Gianbattista Baronchelli, campione di ciclismo degli anni Settanta e Ottanta, ospite d’onore di una cena solidale a Casa don Guanella di Lecco, parlava così di quella che lui stesso non aveva appunto esitato a definire la sua… conversione. E aggiungeva: “La vera felicità è fare qualcosa per gli altri, perché ti eleva”.