05 maggio 2024

Da Mandello e Abbadia in pellegrinaggio con l’Unitalsi a Caravaggio. Preghiere, riflessioni e spiritualità

Al Santuario la messa celebrata dal vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, che dice: “Ogni volta che incontriamo Maria siamo invitati ad avanzare nel cammino della fede”

(C.Bott.) Una giornata tra preghiere e riflessioni, con non pochi momenti di intensa spiritualità e viva commozione, quella vissuta ieri da un gruppo di pellegrini di Mandello e Abbadia Lariana al Santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio. A proporre il pellegrinaggio era la sottosezione di Como e Sondrio dell’Unitalsi.

Al mattino la processione d’ingresso ha preceduto la celebrazione della messa, presieduta dal vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni. Nella sua omelìa il prelato ha detto che “è bello accorgersi che siamo tutti riconosciuti da Maria come se fossimo figli unici, con tenerezza materna”. “Siamo attesi dalla Madre comune - ha specificato - che pure non ha mai distolto da ciascuno di noi il suo sguardo e ci ha seguito costantemente con amorevoli cure. Per tutti e per ciascuno Maria ha parole di consolazione e di speranza, parole di incoraggiamento per poter continuare la nostra esistenza alla luce del vangelo di Gesù, sostenuti dalla forza del suo Spirito”.

“Ogni volta che incontriamo Maria - ha osservato ancora il vescovo, che non ha mancato di affidare alla Vergine di Caravaggio in particolare gli ammalati - siamo interpellati sulla nostra fedeltà al Signore, suo diletto figlio. Siamo invitati a rinnovare le promesse del nostro battesimo, quindi ad avanzare nel cammino della fede, in mezzo a tante fatiche, difficoltà e lotte. Ci domandiamo se nel tempo abbiamo smarrito la strada, se ci siamo lasciati sedurre da idoli vani”.

Il cardinale Cantoni ha quindi sottolineato che “il pellegrinaggio è occasione di ravvedimento, di vera conversione”. “Il Signore non cessa mai di riversare su di noi il suo amore - ha affermato - Noi dobbiamo stupirci della fedeltà di Dio che ci richiama a sé, che ci convince a seguirlo non con minacce o castighi, ma con la forza persuasiva della sua tenerezza. Lui sa bene che siamo fragili, incostanti, deboli, ma è un medico che ci guarisce, che ci mette nelle condizioni giuste per riprendere il cammino della fede. Usa il pellegrinaggio nella casa di Maria, che ci scuote dalle nostre infedeltà e ci richiama alla bellezza della amicizia con il Signore, attraverso gesti di attenzione e di bontà nei confronti degli altri”.

I pellegrini lariani hanno anche affiancato la corale diretta da don Nicholas Negrini nell’esecuzione dei canti che hanno accompagnato la celebrazione. Poi, nel pomeriggio, il passaggio al Fonte e la processione all’esterno del Santuario prima del rientro.



 

Nessun commento:

Posta un commento