03 febbraio 2026

Fragomeli (Pd): “Le Olimpiadi sono alle porte ma le opere sulla “36” termineranno solo nel 2027”

“Fra tre giorni iniziano le Olimpiadi, ma le opere che devono essere fatte sulla principale strada verso i luoghi dei Giochi, la Statale 36 che passa per Lecco, sono in ritardo di un anno: non verranno terminate nel 2026 ma nel 2027 come una sorta di legacy, di eredità. Finalmente abbiamo ottenuto chiarezza dalla Regione Lombardia, dopo mesi di non risposte sui ritardi, con opere di asfaltatura effettuate a temperature sottozero, sperando che in primavera non siano da rifare, con i cantieri ancora aperti, con la messa in sicurezza non terminata. E, in queste settimane, con code quelle sì olimpiche, nel senso che sono da record, non soltanto sulla “36” ma anche sulle diramazioni, fino alla Santa, la strada che porta a Oggiono, totalmente bloccata, o nel tratto monzese, da Giussano a Veduggio, e poi ancora da Nibionno a Civate. Insomma un caos”.

A dirlo è Gian Mario Fragomeli, consigliere regionale del Partito democratico, dopo che con un’interpellanza, cui è stata data risposta oggi pomeriggio, aveva chiesto di sapere a che punto è lo stato di avanzamento della messa in sicurezza della tratta Giussano-Civate della Statale 36.

“È un intervento incluso tra le opere essenziali e indifferibili per le Olimpiadi - ha detto - I Giochi sono alle porte e siamo ancora qui ad aspettare di sapere cosa succede. Speravamo che l’Anas, oltre al quarto ponte, avrebbe seguito un po’ meglio anche questo progetto. Invece non ha informato puntualmente il territorio e le istituzioni, non si è saputo nulla. All’ennesima mia richiesta alla Regione, finalmente per voce del sottosegretario Mauro Piazza abbiamo capito come stanno le cose. E cioè che, tra nuove barriere spartitraffico, le banchine laterali, il ripristino di alcuni manufatti e un generale incremento della sicurezza il completamento è previsto per l’estate del 2027. Come mai? Ci è stato detto che il problema si è presentato a causa di qualche incrocio con i sottoservizi e delle aree inquinate da bonificare. Non ci sembrano scuse plausibili e sufficienti a giustificare questo ritardo”.

“Reitererò la richiesta in modo ancora più specifico - conclude Fragomeli - perché dobbiamo sapere nel dettaglio cosa rimarrà in eredità, ma quanto meno oggi non ci è stato detto di leggere la dashboard del progetto, naturalmente non aggiornata. Tuttavia le risposte ottenute si potevano avere qualche mese fa e gli utenti della strada si potevano avvisare prima e meglio. In alcuni giorni gli automobilisti stanno in coda due ore e mezza per fare 5 chilometri e non sanno perché. Ma i cittadini meritano di più e non possono arrivare già stanchi all’evento olimpico prima ancora che inizi”.

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