02 febbraio 2026

Cambia volto il lungolago di Bellano, verranno abbattuti tre storici ippocastani. “Sono pericolosi”

I tre ippocastani sul lungolago di Bellano destinati a essere abbattuti.

Il patrimonio arboreo di Bellano subirà a breve un significativo intervento di taglio: 18 piante, infatti, saranno abbattute e ne verranno ripiantumate altrettante, su un totale di poco meno di 300 alberi controllati (quelli censiti appartenenti al patrimonio comunale sono 350). L’intervento si rende necessario per garantire la sicurezza pubblica.

“La recente analisi fitopatologica effettuata da esperti agronomi con verifiche visive, con percussione di martello, di trazione e infine con l’ausilio di tomografo e penetrometro - spiega il sindaco, Antonio Rusconi - ha rilevato gravi problematiche di salute appunto per 18 alberi, che presentano marciume delle radici, carie e decadimento legnoso. Una situazione che ne compromette la stabilità e va a trasformare queste piante in pericoli per l’incolumità dei cittadini”.

“Purtroppo tra questi alberi pericolosi - aggiunge - ci sono anche i tre ippocastani del molo che adornano la statua-fontana del Boldoni: hanno 120/130 anni e le loro condizioni non sono più recuperabili. Ciò a causa di malattie non curabili, abbinate a condizioni non più ideali alla loro sopravvivenza legate al cambiamento climatico e a chiome sviluppate in maniera non corretta a seguito di potature non ottimali effettuate in passato. Inoltre una perizia ingegneristica commissionata dall’Autorità di bacino ha evidenziato che le radici e il peso degli alberi stanno danneggiando la murata del molo, sottoponendo la struttura a pesanti sollecitazioni meccaniche, soprattutto in estate, quando le chiome ricche di foglie sono spinte dal vento”.

Le vistose crepe sul pavimento e lo “spanciamento” del muro di contenimento sono stati gli indizi che hanno portato sia alla perizia affidata a un ingegnere sia al controllo accurato degli alberi da parte dei due agronomi.

Così si legge nella perizia dei due tecnici forestali: “E’ stato rilevato un intenso fenomeno di decadimento legnoso a livello del castello che appare cronico e irreversibile, non gestibile con la potatura. In considerazione del quadro compromesso si prescrive l’abbattimento”. E più oltre: “Intenso marciume alle radici attivo sotto il livello del piano di campagna. Abbattimento per elevato pericolo di caduta per marciume alle radici”. 

Agli ippocastani si aggiungono un cedro morente al parco delle Rimembranze, un faggio in “Puncia” e altre piante in precarie condizioni, in particolar modo nella zona dell’eliporto, oltre ad alcuni tigli a Vendrogno.

L'intervento di taglio, programmato per questa settimana e già condiviso con la Commissione ecologia del Comune, cambierà radicalmente il lungolago di Bellano.

“Dover procedere al taglio di alberi così imponenti è un grande dispiacere, che abbiamo rimandato anche con interventi di potatura e alleggerimento del peso in passato, ma ormai non ci sono soluzioni alternative - osserva sempre il sindaco - Per tutti sarà uno shock ma, in questi ultimi cinque anni, le condizioni delle piante sono peggiorate in maniera irreversibile. C’è pericolo per la sicurezza di pedoni e auto in transito, per la stabilità della murata e del monumento a Sigismondo Boldoni. Purtroppo in paese abbiamo già visto cosa può accadere se un albero non è più in salute. Il crollo del platano all’Orrido nel 2019 ha divelto muri e passerelle, così come lo schianto di un cipresso la sera della “Pesa vegia” del 2019 ha ferito due passanti, per non dimenticare lo schianto sulla pubblica via di un platano di un privato a Vendrogno”.

“Dobbiamo anche essere consapevoli che questo intervento non sarà l’ultimo - conclude il primo cittadino - La maggior parte del patrimonio arboreo di Bellano risale ai primi anni del 1900 e, gradualmente, tutte le piante dovranno essere sostituite con esemplari giovani e più in salute, ma anche di specie diverse. Come accennato, infatti, il cambiamento climatico rende il nostro territorio non più adatto ad alberi come gli ippocastani e i cedri”.


 

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