“Lo scorso mese di luglio ci era stata presentata la proposta di istituire nella zona di Mandello una nuova sede universitaria appartenente alla rete nazionale UniTre - Aps per operare sul territorio della sponda orientale del ramo lecchese del Lario. Da lì è iniziato il percorso che ci ha portato ad arrivare sino ad oggi grazie alla disponibilità e alla generosità che appartiene alla gente del nostro territorio”. Così Chiara Locatelli spiega, nel suo ruolo di vicepresidente, come è nata la decisione di costituire a Mandello Lario l’Università delle tre età.
“La nostra vision è molto chiara - afferma - ossia promuovere l’educazione e la formazione come diritti inalienabili e universali, innalzando il benessere culturale e l’inclusione sociale sul territorio. Vogliamo creare un’“accademia di umanità” che consideri la cultura un diritto e un antidoto alla fragilità sociale”.
Si è parlato di un forte radicamento territoriale. Ma in che modo UniTre inciderà sul tessuto sociale locale? “Noi vediamo la cultura come una “ecologia della mente” - risponde sempre Chiara Locatelli - un antidoto alla solitudine e alla frammentazione sociale. Il nostro impegno territoriale è vasto: da Mandello serviremo un’area che si estende da Abbadia Lariana fino a Colico. L’obiettivo non è accentrare, ma creare una rete diffusa che funga da catalizzatore sociale. Vogliamo essere un presidio di cittadinanza attiva, collaborando con le istituzioni locali per trasformare l’apprendimento in uno strumento di benessere collettivo e di evoluzione sociale”.
Un altro punto chiave è la sinergia. Sono previste collaborazioni anche con le altre sedi universitarie della Lombardia? “Certamente sì. Non vogliamo essere un’isola - afferma la vicepresidente - La mia personale esperienza in Azione cattolica mi chiama in questa direzione. Il nostro piano strategico prevede di avviare collaborazioni formali tra la sede di Mandello e le altre sedi lombarde attraverso convenzioni e accordi di partenariato precisi. Questo approccio tecnico ci permetterà di scambiare competenze e soprattutto di organizzare corsi di studio di ampio respiro e garantire che le nostre iniziative siano sostenibili e reciprocamente vantaggiose, arricchendo l’offerta per tutti gli iscritti in un rapporto di stretta sinergia con la diocesi di Como, a cui apparteniamo”.

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