30 dicembre 2025

Mandello Lario e l’Università delle tre età. Chiara Locatelli: “Ecco la nostra strategia istituzionale”

“Lo scorso mese di luglio ci era stata presentata la proposta di istituire nella zona di Mandello una nuova sede universitaria appartenente alla rete nazionale UniTre - Aps per operare sul territorio della sponda orientale del ramo lecchese del Lario. Da lì è iniziato il percorso che ci ha portato ad arrivare sino ad oggi grazie alla disponibilità e alla generosità che appartiene alla gente del nostro territorio”. Così Chiara Locatelli spiega, nel suo ruolo di vicepresidente, come è nata la decisione di costituire a Mandello Lario l’Università delle tre età.

“La nostra vision è molto chiara - afferma - ossia promuovere l’educazione e la formazione come diritti inalienabili e universali, innalzando il benessere culturale e l’inclusione sociale sul territorio. Vogliamo creare un’“accademia di umanità” che consideri la cultura un diritto e un antidoto alla fragilità sociale”.

Si è parlato di un forte radicamento territoriale. Ma in che modo UniTre inciderà sul tessuto sociale locale? “Noi vediamo la cultura come una “ecologia della mente” - risponde sempre Chiara Locatelli - un antidoto alla solitudine e alla frammentazione sociale. Il nostro impegno territoriale è vasto: da Mandello serviremo un’area che si estende da Abbadia Lariana fino a Colico. L’obiettivo non è accentrare, ma creare una rete diffusa che funga da catalizzatore sociale. Vogliamo essere un presidio di cittadinanza attiva, collaborando con le istituzioni locali per trasformare l’apprendimento in uno strumento di benessere collettivo e di evoluzione sociale”.

Un altro punto chiave è la sinergia. Sono previste collaborazioni anche con le altre sedi universitarie della Lombardia? “Certamente sì. Non vogliamo essere un’isola - afferma la vicepresidente - La mia personale esperienza in Azione cattolica mi chiama in questa direzione. Il nostro piano strategico prevede di avviare collaborazioni formali tra la sede di Mandello e le altre sedi lombarde attraverso convenzioni e accordi di partenariato precisi. Questo approccio tecnico ci permetterà di scambiare competenze e soprattutto di organizzare corsi di studio di ampio respiro e garantire che le nostre iniziative siano sostenibili e reciprocamente vantaggiose, arricchendo l’offerta per tutti gli iscritti in un rapporto di stretta sinergia con la diocesi di Como, a cui apparteniamo”.

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