Sull’annunciata chiusura del servizio di guardia medica a Mandello Lario “Casa Comune per Mandello democratica” invia la nota che di seguito pubblichiamo:
La notizia della chiusura, prevista per il 23 marzo, della postazione di continuità assistenziale (ex guardia medica) di Mandello Lario e del suo trasferimento a Bellano suscita forte preoccupazione per l’impatto che questa decisione potrebbe avere sui cittadini del nostro territorio.
Parliamo di un bacino di oltre 15.000 abitanti, che comprende Mandello, Abbadia Lariana e Lierna e che rischia di perdere un presidio sanitario di prossimità fondamentale nelle ore notturne, nei festivi e nei prefestivi. Il timore concreto è che molte situazioni di urgenza non grave finiscano per riversarsi direttamente sul Pronto soccorso di Lecco, già oggi sottoposto a forte pressione.
La guardia medica ha rappresentato finora un servizio importante per il territorio, anche grazie alla collaborazione con il Soccorso degli alpini, che garantisce supporto logistico e trasporto per le visite domiciliari, contribuendo a rendere il servizio efficiente e tempestivo.
Per noi il tema è anche più ampio. La nostra proposta per Mandello si fonda su un principio semplice: costruire un paese vivibile tutto l’anno. E la vivibilità di un territorio dipende anche dalla presenza di servizi essenziali, tra cui l’assistenza sanitaria di prossimità. Ridurre o allontanare questi servizi significa incidere direttamente sulla qualità della vita delle persone, in particolare degli anziani, delle famiglie e di chi ha maggiori difficoltà negli spostamenti.
È anche per questo che il tema dei servizi rappresenta uno dei pilastri di C.A.S.A., la nostra proposta per Mandello alle elezioni comunali del prossimo maggio. Proprio per questo riteniamo necessario che su questa decisione venga fatta piena chiarezza.
Chiediamo quindi al sindaco di Mandello di spiegare pubblicamente quando è stato informato della decisione, quali azioni abbia intrapreso per tutelare il presidio sanitario sul territorio, quali garanzie concrete siano state ottenute per i cittadini.
Allo stesso tempo è evidente che debba essere chiamata in causa anche la Regione Lombardia, cui competono la programmazione e l’organizzazione della sanità territoriale. Le case di comunità non possono diventare un alibi per chiudere servizi esistenti senza che le nuove strutture siano realmente operative, dotate di personale e in grado di garantire una presa in carico efficace dei cittadini.
Su questa vicenda “Casa Comune” continuerà a vigilare e a impegnarsi, chiedendo trasparenza, coinvolgimento del territorio e soluzioni che non penalizzino i cittadini. Perché una Mandello davvero vivibile tutto l’anno è una Mandello in cui i servizi fondamentali restano vicini alle persone.
“Casa Comune per Mandello democratica”

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