Da Lierna riceviamo e pubblichiamo:
Con la sentenza numero 1371/2026 pubblicata il 20 marzo 2026 il Tar di Milano - Sezione seconda ha accolto il ricorso proposto e annullato il provvedimento della determinazione di conclusione positiva della Conferenza dei servizi emessa dal SUAP il 1° agosto 2024. La procedura si è svolta con il modello semplificato della Conferenza dei servizi, tuttavia semplificazione non è sinonimo di liberalizzazione.
Il Comune di Lierna è risultato assente, pur avendo regolarmente ricevuto formale convocazione a mezzo pec dal SUAP, come ugualmente assente la Soprintendenza archeologica, Belle arti e paesaggio competente per il nostro territorio la quale, pur essendo anch’essa formalmente invitata dal Suap, trincerandosi dietro l’alibi del silenzio assenso previsto dalla procedura, ha trascurato di valutare tutti gli aspetti di sua competenza.
Con la grave assenza alla riunione della Conferenza dei Servizi del Comune di Lierna e della Soprintendenza si è di fatto determinato il silenzio assenso, quindi il via libera a un’opera già definita dal presidente di “Italia Nostra” di Como e Lecco, architetto Pandakovic, come “un episodio di ordinaria distruzione del paesaggio lariano, creando un danno paesaggistico indiscutibile in area vincolata”.
Nello specifico, il Tar della Lombardia ha in primo luogo riconosciuto l’interesse dei ricorrenti a promuovere l’azione e, soprattutto, ha riconosciuto la lesione da loro subìta dall’installazione dell’antenna a causa (come si legge nella sentenza) “dell’intrusione visiva dell’imponente manufatto nel cono visuale goduto dalle loro abitazioni, alterando in maniera significativa la percezione di un paesaggio di riconosciuto pregio”. Ha poi accolto i motivi di illegittimità dell’atto impugnato, in particolare, per la violazione dell’articolo 44 comma 5 del decreto legge 259 del 2003, per la violazione dell’articolo 1 comma 1 e 2 bis, della L.241/1990, nonché la violazione dei princìpi di pubblicità e trasparenza, di collaborazione e di buona fede.
La maggiore responsabilità “morale” ricade sull’amministrazione del Comune di Lierna - in primis sul sindaco - non solo per aver omesso di rendere pubblica l’iniziativa sul territorio comunale e per aver di fatto precluso la partecipazione collettiva ma, come si conviene con quanto già dichiarato dal presidente di “Italia Nostra”, “per aver trascurato il patrimonio del paesaggio e della bellezza che sono l’eredità più importante affidata dalle generazioni passate a noi contemporanei”.
Il sindaco, inoltre, ha dato incarico difensivo a uno studio legale impegnando la spesa presunta sul bilancio comunale (a spese dei cittadini tutti). Le memorie difensive dello studio legale incaricato dal Comune non hanno tuttavia convinto il Tar sia nel sostenere la tardività del ricorso e l’inammissibilità dello stesso per carenza d’interesse sia nel merito, in quanto, a dire della difesa comunale, la pubblicizzazione dell’istanza delle società di telecomunicazione era avvenuta sul portale ‘impresa in un giorno’, praticamente inaccessibile ai cittadini.
Per la difesa del Comune, inoltre, la diffusione di notizie sulla questione antenna avvenuta in occasione della festa tenutasi in frazione Genico il 5 ottobre 2024, ossia la mera socializzazione davanti a un calice di vino e a una salamella, ben avrebbe provveduto ad adempiere al dovere di legge di pubblicizzazione e di conseguenza di conoscenza legale!
Non di meno la Soprintendenza - deputata a preservare i beni archeologici delle belle arti e del paesaggio - con il suo silenzio assenso ha di fatto consentito l’evidente aggressione al paesaggio con l’installazione di un’antenna di oltre 30 metri sulla più bella e suggestiva balconata a lago di Lierna, nella frazione di Genico.
Si attendono ora gli sviluppi e l’attuazione concreta della sentenza emessa dal Tar cui l’avvocato Francesca Guercio del Foro di Milano sta dedicando il suo studio.
Un ringraziamento particolare all’avvocato Guercio, a tutti coloro che hanno sostenuto la causa mettendosi con passione e determinazione concretamente al fianco dei cittadini e dei ricorrenti, fino a giungere a questo positivo risultato che conferma fiducia al valore della verità e della giustizia ponendo la custodia del Creato sul podio.
I ricorrenti Luca Busi, Mario Panizza e Adelia Seronelli

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