(C.Bott.) Nel giorno in cui la Moto Guzzi ha spento le sue 105 candeline sulla torta di compleanno, Mandello Lario ha aperto ufficialmente la stagione 2026 della Casa dell’Aquila e per farle spiccare il primo ideale volo nei cieli lariani ha scelto non a caso il giorno in cui nacque la “Società anonima Moto Guzzi” - appunto il 15 marzo 1921 - e la domenica dedicata all’avviamento dei motori, con tanto di “passerella” di una settantina di motociclette storiche.
In cabina di regìa l’associazione “Antiche moto Brianza” e il Moto club “Moto Guzzi GP”. Una giornata di celebrazioni, di passione guzzista ma anche nel ricordo di Bruno Scola (“amico da sempre e per sempre”, ha detto Roberto Manieri, al quale era affidata la conduzione della manifestazione), uno dei personaggi simbolo dell’Aquila, scomparso all’inizio di quest’anno. C’era una sua moto, questa mattina davanti al mitico cancello rosso della Guzzi: una V7 700 cc. E c’era il suo casco. Ad Antonia Gianola, sua compagna nella vita di ogni giorno, sono andati l’abbraccio ideale di tutta Mandello e un dipinto realizzato da Giovanni Vismara di Novedrate che raffigura proprio Scola in sella a una “due ruote”.
Appena prima - presenti il presidente del club “Antiche moto Brianza” Angelo Pellegatta, Antonio Cannizzaro, a sua volta un legame forte con il mondo dei motori (è tra l’altro autore di un apprezzato libro sulla Guzzi Le Mans), e Mario Arosio, presidente del “Moto Guzzi World club” - erano stati premiati i protagonisti del “Trofeo Moto Guzzi” e del “Trofeo Moto Guzzi vintage”. Per loro anche un simbolico quanto significativo podio allestito sul cassonetto di un motocarro, con tanto di foto ricordo, di corona di alloro per il vincitore e di lancio del cappellino a imitazione del lancio del tocco che a fine laurea simboleggia la conclusione del percorso accademico e nel caso della cerimonia odierna a suggellare l’atto finale di una competizione cresciuta di anno in anno.
Poi il via alla sfilata delle moto, aperta dai veicoli della famiglia De Marcellis, il cui nome si lega proprio all’ideazione del tradizionale appuntamento guzzista di metà marzo. Nel frattempo nel parcheggio antistante la sede dell’Aquila erano state esposte ammiratissime motociclette suddivise per tipologia e cilindrata: le utilitarie fino a 250cc., le “due ruote” degli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta fino a 500 di cilindrata, le moto anteguerra, quelle leggere, i prototipi e le moto da competizione, fino a quelle degli anni Settanta e Ottanta. Buon compleanno, cara vecchia Moto Guzzi!
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