17 agosto 2026

ESCLUSIVO / Alberto Cova: “Grandi i nostri atleti agli Europei. E ci sarà ancora da gioire”

L’ex mezzofondista di origini lariane che fu campione europeo, mondiale e olimpico: “E’ una maturazione tecnica costante, quella della Nazionale italiana, con i nostri portacolori capaci di farsi valere su ogni pista e di esprimere valori importanti”

Alberto Cova (foto Ermanno Fanti).

(C.Bott.) E’ stata grande Italia. E’ stata, quella che si è chiusa nella tarda serata di ieri, un’edizione degli Europei di atletica leggera tutta colorata di azzurro, con la nostra Nazionale capace di aggiudicarsi… al fotofinish il primo posto nel medagliere davanti ai padroni di casa della Gran Bretagna con un fantastico bottino di dieci ori, sei argenti e altrettanti bronzi. Gli ultimi due sigilli proprio nella serata di ieri, con le vittorie di Larissa Iapichino nel lungo e della staffetta 4x400 maschile.

Sì, è stata grande Italia. E il primo a gioire davanti alla Tv è stato Alberto Cova, grande, grandissimo ex mezzofondista di origini lariane (è nato a Inverigo, nel Comasco), campione olimpico dei 10.000 metri nel 1984 ai Giochi di Los Angeles, oro agli Europei di Atene del 1982 e campione mondiale a Helsinki l’anno successivo.

“Che dire, sono stati tutti bravissimi - è il suo primo commento pochi minuti dopo la conclusione della finale della 4x400, con ancora negli occhi lo sprint da brividi dell’ultimo frazionista e il successo a spese della Gran Bretagna - e la nostra Nazionale merita soltanto complimenti”.

Non è sorpreso più di tanto, Cova, delle bellissime prestazioni degli azzurri a Birmingham. “Me le aspettavo - afferma - perché già da qualche anno il movimento dell’atletica azzurra è molto cresciuto, sia a livello individuale sia di squadra. E’ una maturazione anche tecnica costante, quella della Nazionale italiana, con i nostri portacolori capaci di farsi valere su ogni pista e di esprimere valori importanti. Le 24 medaglie degli Europei di Roma di due anni fa, del resto, non erano e non potevano essere un caso, ma è bello constatare che accanto ai nostri più affermati talenti si fanno avanti giovani di belle speranze. Basti pensare alle medaglie vinte a Birmingham da alcuni nostri outsider, testimonianza di un efficace lavoro di squadra che ha generato una Nazionale fortissima”.

Elogia gli atleti, in primis, Alberto Cova. Ma riconosce il giusto merito anche ai tecnici, “che fanno evidentemente un eccellente lavoro e che crescono e si evolvono proprio insieme agli atleti”.

Non ama fare paragoni con il passato, il grande ex mezzofondista, che dall’82 al ’90 fu anche primatista italiano dei 5.000 metri e che è stato tra i primi e più convinti testimonial di “Casa don Guanella” e del progetto portato avanti a Valmadrera dalla comunità educativa di Lecco e sfociato nella realizzazione di “Cascina don Guanella”. “Nell’atletica come del resto in ogni altro sport - dice - non si possono mettere a confronto le prestazioni di un campione del passato con quelle di un protagonista ai massimi livelli dei giorni nostri. L’atletica, come altre discipline sportive, è cambiata. Sono cambiate le tecniche, le velocità, i metodi di allenamento. Ai miei tempi, poi, c’erano più turni eliminatori, insomma era un’atletica diversa”.

Infine uno sguardo al futuro. L’anno prossimo ci saranno a Pechino i Mondiali, poi nel 2028 le Olimpiadi di Los Angeles. “Abbiamo 3 o 4 atleti che possono eccellere anche in quelle competizioni e addirittura puntare all’oro - conclude Cova - anche se l’asticella si alzerà ulteriormente e il livello dei pretendenti al podio altissimo, ma l’Italia dell’atletica sta bene e credo che ci toglieremo belle soddisfazioni”.

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